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Viva i Social.

Servono a Social-izzare ?

A me non sembra, anzi, tutto l’opposto!!

 

Tutti siamo sui Social a polemizzare, condannare, stigmatizzare chicchessia, da calciatori a modelle, a colleghi commentatori ed iniziano polemiche tra utenti, a volte davvero imbarazzanti.

A volte poi un pinco pallino comune viene agli onori (sopratutto ai disonori!) delle cronache e viene massacrato dai benpensanti.

Polemiche su polemiche, chi difende, chi accusa e nel disaccordo generale ecco che arrivano i paroloni grossi.

Mi domando perché i giornali che permettono agli Utenti di commentare non abbiano tutti un revisore, un Admin (amministratore) che valuti l’opportunità o meno di pubblicare certi commenti.

Certo, costerebbe pagarli, ma almeno si eviterebbero certe chattate vergognose che si possono leggere in rete!

Il cartello che fa da foto principale a questo articolo è il messaggio-vendetta di colui che è stato multato (a ragione) dalla Polizia Municipale di Milano. Costui ha pensato (molto bene) di piazzare queste vergognose parole:

A te handicappato che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo: a me 60 euro non cambiano nulla ma tu rimani sempre un povero handicappato… sono contento che ti sia capitata questa disgrazia.

Oh My God, da far rabbrividire!

Evidentemente costui ha ancor meno perspicacia dal momento in cui non pensava certo che nel centro commerciale di Carugate (Milano) ci potessero essere telecamere da tutte le parti che potessero beccarlo.

Ovviamente le forze di Polizia sanno bene il nome e il cognome di questo personaggio.

Reato ?

Diffamazione aggravata!

E’ un’abitudine degli italiani (e non solo) questa del parcheggio comodo in quei tipi di posti auto; nel 2015 una Porsche fu parcheggiata in ben due posti invalidi (per essere comodo) nei parcheggi di un Poli Ambulatorio Medico pubblico a Vigonovo (Venezia).

A Roma nell’Aprile del 2009 un automobilista ha lasciato per 16 ore la sua vettura in un parcheggio per invalidi.

Risultato ?

Accusa di violenza privata e 5.000 euro di multa.

La Cassazione ha emesso sentenza definitiva.

Il caso è clamoroso e farà giurisprudenza.

Riflessioni

Cosa costerà a noi che abbiamo le gambe funzionanti mettere l’auto distante e farci una passeggiata ?

Perché i posti per gli invalidi sono vicino agli ingressi dei luoghi di interesse pubblico ?

Perché loro non hanno la possibilità di camminare, magari non hanno le gambe o se le hanno hanno bisogno di non dovere fare troppa fatica per arrivare dove devono andare e anche per tornare alla propria auto.

E’ così difficile da capire?

Noi siamo fortunati a stare bene, certo, è pieno di falsi invalidi che abusano (magari) di un parcheggio per disabili utilizzando quello dello zio, del padre, della madre, ma questo, comunque, non ci autorizza a parcheggiare in questi pochi posti per i disabili.

Il personaggio che il 19 Agosto scorso ha vergognosamente apostrofato con quel cartello l’handicappato ha recentemente inviato una lettera raccomandata all’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità). E’ stato identificato, ora ha un nome e un cognome e un’età (circa 40 anni); si sa che è laureato ma ignora come si scriva effettivamente in maniera corretta la parola handicappato (con una sola C ! ).

Cosa avrà voluto dire all’Associazione Ledha?

Che avrebbe agito d’impulso e di non credere in alcun modo a quelle parole che aveva scritto.

Sul serio? Perché nella missiva non ha inserito il suo nome, il suo cognome, un recapito telefonico o un indirizzo di posta elettronica piuttosto che quello di casa?

Questo perché, come un qualsiasi delinquente braccato dalla Polizia, sa che ha le ore contate e che da un momento all’altro si presenterà una volante dei Carabinieri a portargli un invito di comparizione davanti ad un Magistrato della Repubblica Italiana.

Ed allora ?

Quindi il suo tentativo è semplicemente quello di apparire meno cattivo di quel che è sembrato, come se Jessica Rabbit si trasformasse in Suon Maria Goretti, ma col suo aspetto sarebbe poco credibile!

La questione principale è una ed una sola: RISPETTO.

Quello che manca ai giovani e a chi ha cresciuto questi giovani.

Perchè i nostri padri, piuttosto che i nostri nonni sapevano cosa era il Rispetto.

La frase sui giovani che sono una delusione, che “ai miei tempi queste cose non succedevano”  fanno parte del passato ?

Gli utenti della rete fanno da ispirazione continua, sarebbe un peccato non potere leggere i commenti della gente sotto gli articoli di qualsivoglia giornale on-line.

Vi propongo un commento (senza inserire il nome del commentatore) al proposito del Caso degli insulti col cartello che fa da foto principale a questo articolo.

Commento?

Folcloristico 🙂

“Anche PM,polizia e opinione pubblica hanno agito d’impulso. Tutti a cercare il tale che aveva gravemente offeso un handicappato. Quasi quasi facevano pure le magliette:siamo tutti disabili ! e poi si scopre che non c’era nessun disabile, che i vigili erano intervenuti senza che nessuno li chiamasse e che quindi non c’era nessuna infrazione ne morale ne penale. Ma ormai erano tutti lanciati e si continua con la pagliacciata del secolo : diffamazione aggravata di un fantasma “

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