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Inaugura la 3 edizione del Napoli Jazz Fest Elisabetta Serio 4et feat Javier Girotto.

La serata inaugurale del 4 maggio della terza edizione del Napoli Jazz Fest ha visto Elisabetta Serio 4et feat Javier Girotto nella splendida cornice della Basilica di San Giovanni Maggiore.

Dalle parole della musicista, ancora scossa ed incredula, dedica il concerto a Rino Zurzolo, con il quale ha condiviso professionalità e percorsi di vita. Ha poi aggiunto che la performance della serata era: ‘ un sogno che si avvera, era da tempo che volevo collaborare con Javier Girotto’.

La formazione di Elisabetta Serio (piano) composta dai fedeli compagni di viaggio: Marco De Tilla al contrabbasso, Leonardo De Lorenzo alla batteria, si è arricchita del sax di Javier Girotto.

Presentati brani originali tratti dal lavoro discografico ‘April’ ed altri che saranno inseriti nel successivo di prossima uscita ‘Niente di Serio’, mentre come cover la scelta di ‘Si tu vois ma mère’ di Sidney Bechet e quello che ormai è uno dei cavalli di battaglia della Serio nei suoi concerti ‘Smells like teen spirits’ dei Nirvana. Quest’ultimo attraverso la rivisitazione della Serio assume una connotazione elegante ed accattivante, rendendolo godibilissimo.

Ad aprire la serata ‘Flou’ che sarà inserito nel prossimo album, un brano introspettivo dal lungo intro al piano, tratteggiato dalle note di De Tilla al contrabbasso giocate sui toni del grave che donano sonorità di struggente melanconia.

Javier Girotto entra su ‘Il cielo sotto di me’ una anticipazione del prossimo album, colorando di note la già bella melodia. Il suo assolo dal sapore di assoluto, si muove su poche note, precise, cesellando senza essere barocco, con sonorità in un crescendo armonico.

April’ brano eponimo dell’album, dal ritmo veloce, viene introdotto da Girotto, che passa dal sax alla siringa, o flauto di Pan, confluendo nello stile dal sapore andino del musicista, ripassando al sax nel crescendo ritmico. Il brano si pone in evidenza per l’interpretazione di Girotto, essendone nelle sue corde. La Serio conferma il suo talento pianistico, portando il ritmo con la mano sinistra mentre con la destra procede con la sua digressione.

Brad duo’ eseguita con piano e sax, vede Girotto alle prese con una frase armonica eseguita dentro il vano aperto del pianoforte facendone vibrare le corde. Un richiamo di note, che trova eco nelle vibrazioni del piano che riecheggiano nell’alta volta della basilica. Dopo l’intro il brano si svolge con un buon interplay dei due musicisti, dove Girotto si produce in note lunghissime, bilanciate dal piano della Serio. Una ispirazione al duo di Brad Mehldau con Joshua Redman, ma secondo lo stile della Serio con una sonorità decisamente più melodiosa e gradevole.

I coprotagonisti sul palco Marco De Tilla e Leonardo De Lorenzo emergono nelle loro esecuzioni come il lungo intro del contrabbasso di De Tilla nel brano ‘Freedom’ che fa scattare l’applauso del pubblico a scena aperta, mentre De Lorenzo si sgranchisce sul finale del brano ‘Fil Rouge’, mentre esegue un apprezzabile spazzolato frizzante sul brano cover di Sidney Bechet ‘Si tu vois ma mère’.

Sul palco è giunta anche Emilia Zamuner per interpretare il brano ‘Afrika’ di Sarah Jane Morris, un grido d’amore per l’Africa, con parole in lingua inglese e francese. Una ottima interpretazione della Zamuner tra parole e vocalizzi, che si inserisce in una ottima performance di tutti i musicisti.

La musica di Elisabetta Serio spazia tra jazz, blues e pop, una summa di tutte le sue esperienze musicali, dove i brani sono semplici e diretti nella loro complessità, nei quali l’incontro con Girotto ne conferisce una colorazione nuova ed intensa.

Fonte foto: Pasquale Fabrizio Amodeo

 

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