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Continua la corsa verso Snapchat

Era solo questione di tempo prima che Facebook integrasse nella sua interfaccia le tanto chiacchierate “Storie” o “Stories”, se proprio volete mantenere la dicitura anglofona.

E del resto non ci meraviglia affatto, non solo perchè la funzione è ormai parte integrante della costola della società, ossia il sempre popolarissimo Instagram, ma anche e soprattutto perché il malcontento di Zuckerberg per la mancata acquisizione di Snapchat sembra non essersi mai placato. Tanto che non sono in pochi ad additare come “aggressiva” la manovra del colosso social, ormai sempre più alla rincorsa di Snapchat che, ricordiamolo, aveva cercato di inglobare non troppi anni fa, senza tuttavia riuscirci.

Ed in effetti la funzione “stories” è presa di peso dalla concorrenza, addirittura senza neanche mascherare il misfatto, rendendo prima Instagram e Snapchat incredibilmente sovrapponibili, ed ora riallineando l’offerta anche sulla piattaforma di Facebook che, proprio in queste ore, avrete visto modificarsi nelle vesti del suo news feed.

Ma di cosa stiamo parlando per la precisione? In realtà, come detto, basta semplicemente pensare all’ultimo anno di Instagram per rendersi conto delle novità. La prima, più evidente, è l’introduzione di una serie di vantaggi per il software atto alla gestione della fotocamera, non quello interno dei vostri smartphone ovviamente, ma quello che il vostro telefono utilizza quando si scattano le foto per mezzo dell’app di Facebook. Riprendendo il popolarissimo mood inaugurato dalla concorrenza, Facebook aggiunge dunque alla sua fotocamera cornici, effetti interattivi e filtri, applicabili sia su foto che su video.

Le possibilità sono svariate, e si va dalle mere aggiunte estetiche (maschere, cappellini) ai più classici filtri, sino alle più popolari “animazioni” che aggiungono ai volti in foto e in video, oggetti, effetti, makeup tutto rigorosamente digitale. Da questo punto di vista nulla di nuovo sotto il sole dei social, con un’offerta che semplicemente fa il verso sia a Snapchat che paradossalmente allo stesso Instagram che, lo ricordiamo, è proprietà di Facebook, pur godendo di una popolarità a sé.

Più intrigante, e forse vera e propria novità per chi i social li bazzica solo marginalmente è la possibilità di effettuare le cosiddette “storie”.

Prendete la parola “novità” con le pinze, anche stavolta non si è fatto altro che riprendere il trend di Snapchat e, recentemente, di Instagram. La novità è integrare la cosa su Facebook, cioè su una piattaforma che ha sempre preferito altre tipologie di contenuti, e comunque non contenuti la cui fruizione è limitata nel tempo. Le Storie sono nulla più che foto o video di brevissima durata, che vengono tuttavia messi a disposizione per sole 24, dopo le quali saranno cancellate automaticamente. Inaugurate anche queste da Snapchat, arrivano su facebook nella medesima formula, con la sola differenza che sulla piattaforma di Zuckerberg è possibile integrare le storie con il proprio diario, nella misura in cui il creatore dovesse scegliere di condividerle anche lì. Se così non fosse resteranno invece nella home (il news feed), disposte in una apposita sezione che occupa adesso la testata della pagina. Occorre ovviamente che si sia amici per vedere le rispettive storie, differentemente ad esempio di Instagram, che mette le storie a disposizione di tutti tramite la sua schermata di ricerca, pur se resta al suo posto la possibilità di non interagire con esse in alcun modo. Per intenderci: a differenza di una foto qualunque, che potrete commentare o condividere, le storie non permettono tra gli utenti alcuna interazione, e sono a disposizione solo per la consultazione. Lo scopo è ovviamente quello di mettere “una finestra nel mondo” dei nostri amici, tant’è che a differenza di qualunque altra tipologia di condivisione dei contenuti multimediali, le Storie non prevedono la condivisione di immagini o video pre-salvati nel proprio telefono, ma richiedono uno scatto o una ripresa diretta, proprio a testimoniare la loro forte connessione con la vita quotidiana.

Infine, giunge la funzione “Direct”, ossia la possibilità di condividere un contenuto foto o video privatamente, ad una cerchia ristretta, senza che questo passi per i nostri diari. Un servizio che, francamente, su Facebook, non comprendiamo data l’esistenza di Messenger che pure permette la condivisione, ad un amico o ad una cerchia, di immagini e video. Direct è anch’essa una feature già vista su Snapchat e Instagram, servizi dove tuttavia il contatto tra gli utenti è molto limitato per struttura della stessa piattaforma, e dove forse la scelta di condividere una foto con pochi, e non con tutti, è anche sensata.

Come sia sia, le Storie sono qui, e sono già parte integrante della vita di Facebook. Il servizio è stato in fase di test per diversi mesi, in esclusiva per certe aree geografiche del pianeta, e proprio in queste ore sta effettuando la sua integrazione sulla piattaforma di 8 diversi paesi: Taiwan, Ungheria, Argentina, Norvegia, Svezia, Spagna, Malesia e ovviamente Italia. Si tratta, ovviamente, di un servizio ad uso e consumo del pubblico mobile e pertanto non cercatelo sui vostri PC, dove non avrebbe alcun senso di esistere. Per poter utilizzare le nuove funzioni dovrete, inoltre, assicurarvi di aver aggiornato la vostra app alla versione più recente. Troverete quindi la nuova interfaccia delle storie in altro, nel news feed, e la nuova fotocamera nell’angolo in alto a sinistra dello schermo. Avviata la camera per la prima volta, un piccolo tutorial vi illustrerà alcune delle nuove funzioni, permettendovi così di godere a pieno di filtri, animazioni e quant’altro.

Difficile dire se ci sarà un lungo futuro per la funzione “Storie”, veramente identica a quanto già visto su Instagram e Snapchat. Piattaforme pensate per la condivisione di sole foto e video, e con un’utenza completamente diversa rispetto a quella di Facebook. C’è da dire che quest’ultimo resta il social più popolare del pianeta, e quello che vanta il maggior numero di iscritti, e di iscritti attivi. Plausibile che l’integrazione avvinghi il pubblico e lo convinca a passare sempre più tempo su FB invece che sui competitor, aprendo tuttavia lo scenario alla possibile cannibalizzazione (e chiusura?) di Instagram.

Una possibilità remota, ma pur sempre una possibilità.

fonte foto: zeromag.eu

 

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