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Il carciofo ha origine mediterranea, con un fusto robusto e ramificato. Ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi, era già utilizzato come alimento dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e dai romani.

In Italia è molto diffuso, soprattutto nell’area mediterranea: sul mercato ne esistono diverse qualità tondeggianti o allungati, con spine o senza, in diverse tonalità di verde e con sfumature violacee.

Da sempre alimento gustoso nelle sue mille ricette è oggi considerato un ottimo antiossidante non a caso sono molti gli studi che interessano il carciofo: la stessa università degli Studi Federico II di Napoli ad oggi sta effettuando numerosi studi sulle caratteristiche del carciofo e sulle sue proprietà.

Da stabiese non posso non citare il noto carciofo violetto di Castellammare definito anche come carciofo di Schito (in memoria dei campi coltivati adiacenti a Pompei definiti Orti di Schito)

Ha un colorito che va nel violaceo ed è caratterizzato da una fioritura precoce (che inizia a febbraio) dettata dalla qualità dei terreni e dal clima tipicamente mite delle nostre zone.

Capolavoro utilizzato in cucina, il carciofo è un ottimo aiuto per le malattie cardiache, infarti, ictus dislipidemie grazie soprattutto alla presenza di acido clorogenico un potente antiossidante noto anche in altri alimenti come il caffè verde e le prugne; alla rutina, che è un flavonoide antiossidante utile nel rafforzare la parete dei capillari, fornendo anche sollievo dai sintomi di gambe pesanti, dovuti alla cattiva circolazione, e, nel contempo, contrastando l’edema spesso concomitante; infine la cinarina, un polifenolo derivante dall’acido caffeico; la cinarina è un epatoprotettivo presente maggiormente nelle foglie crude in grado di favorire il processo detossificante in modo naturale, tanto da aiutare a guarire da patologie come epatite, cirrosi, ittero o intossicazione alimentare.

Le proprietà del carciofo spaziano dal tenere sotto controllo il colesterolo e la pressione all’essere un ottimo digestivo, un diuretico e soprattutto all’essere un aiuto fondamentale per il fegato.

Il carciofo è consigliabile per l’alimentazione dei diabetici in quanto i suoi zuccheri sono costituiti prevalentemente da inulina, un polisaccaride complesso non disponibile, utile all’organismo per rinforzare la microflora batterica intestinale e per ridurre i livelli di colesterolo, trigliceridi e glucosio nel sangue.

Importante è anche la presenza di vitamina K : i carciofi forniscono un notevole quantiotativo di vitamina K. Vi sono studi che dimostrano che questa vitamina offre protezione contro il danno neuronale e la degenerazione cerebrale, rappresentando quindi un metodo preventivo per l’Alzheimer e la demenza negli anziani; essa svolge un ruolo importante nella formazione delle ossa e nel mantenimento della loro salute.

Tutto quanto detto potrebbe essere vanificato dalla cottura per questo si consiglia l’uso del carciofo crudo in modo da assimilare al meglio le sostanze che possono giovare al nostro corpo.

tecnica di coltivazione del carciofo "re" di schito

tecnica di coltivazione del carciofo “re” di schito

 

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