Circa il 50% della popolazione mondiale presenta geneticamente l’intolleranza al lattosio, ma anche con un semplice test indolore e non invasivo (breath test) si può  sapere il livello di gravità di questa intolleranza più precisamente malassorbimento del lattosio.

Ognuno di noi ne ha fatto esperienza sulla propria pelle o comunque conosce qualcuno che soffre dei seguenti sintomi: astenia, dolori addominali, gonfiore, diarrea, meteorismo, in alcuni casi vomito ecc. Questo succede perchè il  lattosio che è uno zucchero formato da  glucosio e galattosio deve essere scisso in questi componenti per poter essere assimilato; se però  esiste un malassorbimento dovuto alla carenza di lattasi (l’enzima che lo digerisce), il lattosio non viene correttamente digerito,  rimane nell’intestino viene fatto fermentare dalla flora batterica intestinale con conseguente produzione di gas e dei sintomi elencati in precedenza.

Ma il mio intento non è parlare dell’intolleranza al lattosio, in senso stretto, piuttosto vorrei incoraggiare soprattutto le mamme che alla notizia di intolleranza (malassorbimento) al lattosio del proprio bambino diventano di pietra e spaventate mi chiedono come possa crescere questo bimbo senza il giusto quantitativo di calcio. E la risposta è rivolta anche a tutti coloro che sono spaventati dalla carenza di calcio che ha numerose conseguenze tra cui la più nota l’osteoporosi.

 

Dunque, è vero che il latte contiene calcio ma è pur vero che non è l’unico alimento: una dieta ricca di frutta e verdura concede di assimilare comunque calcio e in alcuni casi molto di più rispetto al latte o ai suoi derivati freschi (un po’ meno vale il discorso per i formaggi stagionati).

Il latte è di origine animale di conseguenza necessariamente oltre al calcio nel nostro organismo si accumulano anche proteine animali e questo aumenta la perdita di calcio con le urine; sempre con le urine si perde buona parte del calcio assunto se si mangia con troppo sale.

Per meglio gestire l’assorbimento di calcio sarebbe meglio non eccedere anche nell’uso di fibra o cibi integrali.

Il discorso è sempre cercare di mangiare bene e in modo vario con molto pesce (almeno 2-3 volte a settimana) poca carne rossa e carne processata, pochi affettati, molta verdura e frutta, quanto più varia possibile (aiutiamoci anche con i colori!) e infine usare esclusivamente olio extravergine di oliva, del resto assumere calcio da solo a ben poco ci serve!

Vi lascio una tabella dove attingere informazioni interessanti sulla presenza e l’assimilazione del calcio in molti alimenti e se volete potete contattarmi.

Fonte dati: https://lamiamacrobiotica.wordpress.com – img: https://lamiamacrobiotica.files.wordpress.com/2012/03/calcio100_1.jpg

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Stabiese DOC Biologa nutrizionista (e non solo!!)

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