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Come funziona la nuova norma sul reclutamento docenti

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Il 2 maggio 2022 è stata pubblicata la riforma reclutamento docenti. Parliamo di un documento che stabilisce le nuove regole per formare inizialmente e poi continuare la formazione per gli insegnanti? Introduce una serie di novità per quanto riguarda l’abilitazione per diventare docenti, i concorsi per insegnare e accedere al ruolo. Vediamo cosa prevede la riforma del Ministro Patrizio Bianchi e quali sono le grandi novità apportate grazie all’approvazione del decreto PNRR 2.

Le novità della riforma reclutamento docenti 2022

Proprio come previsto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è stabilita nell’ambito del decreto PNRR 2, il Governo ha stabilito a partire dal 1° maggio, tutte le novità per i concorsi pubblici e le assunzioni per i docenti. La riforma introduce dei percorsi certi e una definizione più chiara relativamente agli obiettivi, alle modalità, alla formazione dei docenti, nonché tutto l’iter per il percorso lavorativo. Innanzitutto, cambia il sistema di formazione iniziale, nonché l’accesso. Serve il percorso universitario accademico, la prova finale che corrisponde a 60 crediti formativi e da svolgere dopo la laurea nel corso di formazione. Poi si deve fare un concorso pubblico nazionale, un periodo di prova in servizio di un anno con valutazione. La legge prevede anche per corsi universitari e accademici di formazione iniziale, completamente rinnovati, nonché  le modalità per conseguire 60 crediti formativi che saranno stabilite da un apposito Decreto che sarà adottato entro il 31 luglio 2022.

Cosa accadrà ai precari con la nuova riforma reclutamento docenti

Secondo quello che è previsto dalla nuova riforma reclutamento docenti, gli insegnanti precari che hanno almeno 3 anni di servizio anche non continuativi nei 5 anni precedenti, potranno essere assunti a tempo determinato e part time per 12 mesi. Durante questo periodo svolgeranno la formazione iniziale, la prova finale per accedere all’abitazione come insegnanti. Sono ammessi a partecipare al concorso poi fino al 31 dicembre 2024, coloro che hanno seguito almeno 30 crediti formativi universitari o accademici in parte tramite un tirocinio diretto. I vincitori del concorso non abilitati saranno assunti poi con contratto a tempo determinato e part time di 12 mesi, completeranno il percorso universitario accademico di formazione iniziale e dovranno tenere la prova finale. Se la supereranno potranno essere assunti dopo il periodo annuale di prova in servizio. Subito dopo ci saranno le immissioni in ruolo.

Gli insegnanti di sostegno

Anche coloro che hanno vinto il concorso sul posto di sostegno dovranno fare un periodo annuale di prova in servizio. Tale periodo sarà prestato per almeno 180 giorni dei quali 120 per le attività didattiche. Successivamente, dovranno in caso di superamento di questo periodo di prova potranno ottenere le effettive immissioni in ruolo. Nel frattempo, la riforma reclutamento docenti ha istituito anche una scuola di alta formazione che si occupa di coordinare e promuovere la formazione in servizio, dirigere e indirizzare le attività formative, nonché assolvere tutte le funzioni d’incentivo alla formazione. Nel frattempo, il Ministro per la scuola, Bianchi, ha fatto anche sapere che questa nuova riforma servirà ad assumere circa 70 mila docenti entro il 2024.

 

 

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