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Lo Chef Rino De Feo è in Russia per il suo nuovo progetto culinario, l’ambizioso “eKere”, ristorante napoletano, nel cuore di Mosca. Ecco cosa ci racconta dopo pochi giorni dal suo arrivo in Russia.

“In Russia sembra non ci sia mai stato nulla”

Un conto è il sentito dire o la campagna che potrebbe arrivare dalla Russia di Putin e un altro è la testimonianza diretta di chi è in questo momento a Mosca.

Contatto lo Chef Rino De Feo per avere le sue prime impressioni sul suo nuovo mondo ed esordisce così: “E che ti devo dire? Sembra che non ci sia mai stato nulla. Ogni tanto vedi qualcuno con la mascherina, ma non è obbligatorio. Per il resto è tutto aperto, tutto tornato alla totale normalità!”.

Ma come è possibile? Mi chiedo tra me e me. Poi fingendo di non essere particolarmente scosso dalle sue parole gli chiedo: “Farete il vaccino?”. Mi risponde con un secco “Sicuramente sì!”. Al che aggiungo: “E, quindi, lì si vive normalmente? Come prima?”.

– “Sì! Davvero!  Tutto è come prima qui. In verità, siamo rimasti scioccati anche noi (si riferisce anche allo Chef Pietro Bulla). I primi giorni, era tutto così surreale. Poi, capisci che hanno affrontato l’emergenza in maniera diversa. Qui funziona tutto in maniera ottimale. Questa è ovviamente la mia modesta prima impressione dell’impatto con la Russia.”

Quest’amichevole conversazione aveva luogo sabato mattina (6 marzo 2021). E mentre in Italia, oggi 9 marzo 2021, discutiamo ancora sui vaccini tra mille interrogativi (quando li faremo? siamo pronti o no?  Pfizer è meglio? AstraZeneca conviene o no?) ci ritroviamo a confrontarci con un paese come la Russia, che viaggia a velocità supersoniche verso il futuro, e in cui, per fare un esempio, è ricominciato il campionato di calcio con gli stadi affollati dai tifosi. Roba da non credere! Meglio fare qualche domanda sul progetto eKere e sognare un pò attraverso la “normalità”, quella della Russia.

Come procede la costruzione del progetto?

La costruzione del progetto eKere va avanti; ovviamente ci sono stati dei rallentamenti dovuti al COVID, ma adesso i lavori continuano.

Che ambiente hai trovato a Mosca?

Mosca è fredda, molto fredda (ride, ndr) e per noi che veniamo dal mare, soprattutto io che vengo dalla meravigliosa Castellammare di Stabia, l’approccio non è facile. Però, devo dire che a noi Italiani ci apprezzano molto e questo non lo dico sicuramente io.

Hai già preparato qualcosa di buono e italiano per il tuo nuovo team russo… su quale pietanza si è elevato il Wow! più grande?

Sono letteralmente impazziti quando, dopo appena una settimana, ho preparato la mozzarella, le burrate e la ricotta fresca. Ho visto facce incredule – sorride e aggiunge – In ogni caso stiamo cercando soprattutto di abituarci, i cambiamenti sono notevoli e, dopo un anno e mezzo in Italia, non è facile… ma il Matto non molla.

Ringraziamo lo Chef De Feo per il tempo dedicatoci augurandogli buon lavoro.

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