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Il Fico Cilentano (o Fico bianco del Cilento) è Dop

Il Cilento è stato crocevia di grandi scambi, disteso come è tra alture e spiagge; da un lato in contatto con le altre civiltà appenniniche (vie della transumanza commercio, mercato e la periodica transumanza), dall’altro il mare lo avvicinava alle civiltà nuragiche, a quelle egee e mediterranee. L’arrivo dei Greci (tra il VII e il VI secolo a.C) cambia la morfologia del territorio, attraverso la fondazione di nuove città, ma cambia anche le colture (e quindi la cultura) del luogo.

Il fico bianco del Cilento, infatti, sembra essere stato introdotto proprio dai Greci e in molti documenti di epoca romana si trovano numerose attestazioni del fatto che il fico essiccato fosse considerato il “pane dei poveri” dell’area del Cilento. Bisogna arrivare al Quattrocento per trovare conferma che esso è divenuto una fiorente attività di produzione e che viene commercializzato sui principali mercati italiani come alimento di pregio da consumare soprattutto nel periodo natalizio.

La Denominazione geografica protetta “Bianco del Cilento” si riferisce al prodotto essiccato di uno specifico ecotipo della cultivar “Dottato” che si è andato selezionando e diffondendo nel Cilento nel corso dei secoli: il “Fico Bianco del Cilento”.  Il Fico Bianco del Cilento è prodotto in un’area che comprende ben 68 comuni a sud di Salerno, dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento (area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano), deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia; la polpa ha una consistenza pastosa, gusto molto dolce e colore giallo ambrato. Caratteristiche, queste, di eccellenza per la categoria commerciale dei fichi essiccati. Confezionati in diversi modi, accanto alle preparazioni tradizionali (le “spatole” o “mustaccioli”) ne sono state sviluppate di nuove per ampliare la gamma dell’offerta: farcito con mandorle, noci, nocciole, semi di finocchietto, bucce di agrumi (stesso territorio di produzione) o ricoperto di cioccolato, od anche immerso nel rum. Lavorato all’interno dell’area di provenienza, il “Fico bianco del Cilento” rappresenta oggi una voce consistente della fichicoltura della Campania ma anche una vera e propria icona della civiltà contadina.

 

La ricetta della torta di fichi essiccati

Tagliate a fettine i fichi bianchi essiccati del Cilento, sgusciate delle mandorle e mondate delle noci; preparate un disco di carta da forno un pò più grande della dimensione della vostra tortiera e ungetelo di miele. Sovrapponete a strati prima le fettine di fichi e poi mandorle e a finire le noci. Completate il tutto con un’abbondante dose di miele e rendete il tutto compatto attraverso un altro disco di carta forno e le vostre mani. Lasciate riposare per un paio d’ore se la giornata ha un clima asciutto e servite poi rovesciata su un piatto da portata.

Quando un prodotto agricolo o alimento si può definire DOP

La Denominazione di Origine Protetta (DOP), assegnata dall’Unione Europea, è, come sappiamo, un marchio che indica al consumatore un prodotto agricolo o alimentare di qualità con caratteristiche rigorosamente legate alla zona produttiva e alle tecniche di lavorazione;  ottenere tale marchio significa, perciò,  giungere alla fine di un percorso che coniuga sapori, ambienti, tradizioni, storia e cultura di un luogo, di un’etnia, di un popolo.

Nella foto principale il fico bianco del Cilento. Fonte foto:”Fig of Cilento (Italy)” di Ray DSFlickr. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons.
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