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Profumo di zagare in costiera ed è subito pastiera

Al primo sole, al profumo di fiori d’arancio che pervade gli agrumeti della nostra costiera, fa il suo ingresso la pastiera, il dolce protagonista dei pantagruelici pasti pasquali partenopei.

La fama della pastiera ha da tempo ha varcato i confini della nostra terra e se prima si aspettava Pasqua per poterla gustare, ora, grazie al grano reperibile anche in scatola, si può pensare di prepararla tutto l’anno.

Ecco la ricetta per preparare la classica pastiera napoletana :https://magazinepragma.com/benessere-in-cucina/pastiera-napoletana-la-ricetta/

Naturalmente ogni famiglia ha la sua ricetta

La pastiera non è solo un dolce, ma è il simbolo delle tradizioni familiari e delle diverse scuole pasticcere che si tramandano di madre in figlia, di generazione in generazione.

C’è chi la preferisce con la frolla sottile, chi invece la vuole più spessa, chi passa il grano al setaccio, chi invece lo lascia intero.

E ancora chi aggiunge la cannella, chi elimina i canditi e le scorzette d’arancio, chi aggiunge la crema pasticcera.

Nella mia famiglia, ad esempio, il grano viene per metà passato al setaccio e per metà lasciato a chicchi interi.

Viene bandito l’uso della cannella e dei canditi.

Inoltre, viene aggiunta la crema pasticcera al ripieno di grano e ricotta.

Le leggende della nascita della pastiera

Tante sono le leggende che ruotano intorno alla nascita della Pastiera.

Secondo una di queste leggende, la pastiera sarebbe nata durante una notte,  quando le mogli dei pescatori lasciarono sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, affinché i loro mariti tornassero a terra sani e salvi.

Il mattino successivo, le donne, tornate in spiaggia, notarono che i flutti avevano mescolato gli ingredienti

I mariti erano tornati sani e salvi e nelle ceste, al posto degli ingredienti, c’era un bel dolce profumato.

Un’altra storia vede, invece, protagonista la regina Maria Teresa D’Austria, moglie del re Ferdinando II di Borbone, la quale in pubblico era solita non sorridere mai.

Un giorno, assaggiando una fetta di pastiera, alla regina scappò un sorriso in pubblico.

Ferdinando II allora esclamò: “Per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo”.

Ancora si narra che la Sirena Partenope ogni primavera emergesse dalle acque per salutare gli abitanti del Golfo di Napoli.

Questi ultimi per ringraziare la Sirena, le regalarono farina, zucchero, ricotta, uova, grano, acqua di fiori e spezie.

Furono gli dei a mescolare gli ingredienti ricevuti in dono dalla Sirena e a dar vita alla pastiera.

La celebrazione dell’arrivo della Primavera

Al di là delle leggende, sicuramente la pastiera è un dolce che celebra il ritorno della Primavera.

Il grano, simbolo di ricchezza e di fecondità è di buon auspicio, le uova rappresentano il simbolo della vita nascente e l’acqua di fiori d’arancio è il profumo che annuncia l’arrivo della Primavera.

 

 

 

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