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ITALIA – GERMANIA 6-7 d.c.r. TABELLINO

ITALIA – Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini (dal 15′ s.t.s Zaza); Florenzi (dal 41′ s.t. Darmian), Sturaro, Parolo, Giaccherini, De Sciglio; Pellè, Eder (dal 3′ s.t.s. Insigne).

GERMANIA – Neuer; Höwedes, Boateng, Hummels; Kimmich, Khedira (dal 16′ p.t. Schweinsteiger), Kroos, Özil, Hector; Müller, Gomez (dal 27′ s.t. Draxler).

MARCATORI – Özil  al 20′, Bonucci  su rigore al 33′ s.t.

AMMONITI – Sturaro al 56′, De Sciglio al 57′, Parolo al 59′, Hummels al 90′, Pellè al 91′, Giaccherini al 103′.

ESPULSI – /

STADIO – Stade de Bordeaux, Bordeaux

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ITALIA – GERMANIA 6-7 d.c.r.  SINTESI

Finisce nella serata del 2 luglio l’avventura degli Azzurri ad Euro 2016. Finisce nella maniera peggiore che un tifoso può immaginare, ovvero ai calci di rigore contro una nazionale odiata all’unanimità da tutti gli italiani, quando ci si gioca contro.

Una partita piuttosto bloccata nel primo tempo viene illuminata a tratti da qualche tocco di qualità di Toni Kroos, compasso tedesco che fa girare alla grande tutta la squadra. Hector e Kimmich provano a rendersi pericolosi sugli esterni, ma De Sciglio e Florenzi tutto sommato fanno un bel lavoro e non concedono troppo spazio per vari cross a Mario Gomez. Muller si sbatte per guadagnare metri, mentre Gomez mostra una buona condizione fisica andando anche nel duello in velocità con la difesa italiana. La retroguardia tedesca è sempre attenta, con la scelta particolare di far giocare da centrale dei 3 Boateng, e non Hummels, dotato di piedi ben migliori. L’occasione più grande della prima frazione ce l’ha l’Italia, quando dopo una buona discesa di De Sciglio sulla sinistra, Pellè manca l’impatto con il pallone e rotola verso l’esterno dell’area: Sturaro decide di calciare una botta rasoterra, discreta, ma inesorabilmente deviata in corner dalle mille gambe tedesche.

Nel secondo tempo le emozioni sono maggiori: i tedeschi provano a schiacciarci nella nostra trequarti, e ad essere sinceri, ci riescono. All’Italia sembra mancare fiato per alzare il pressing e prendere in mano il pallino del gioco, e così concediamo davvero troppo spazio ai tedeschi. Il gol subito è un mezzo disastro difensivo: su una palla lunga, deviata sulla sinistra della Germania, Gomez si avventura per difendere il pallone. Barzagli e Florenzi non agiscono bene nel raddoppio, senza l’apporto del centrocampo, l’attaccante del Besiktas trova il buon “pendolino” Hector sul fondo, che mettendola a mezza altezza trova Ozil al centro dell’area. La reazione Azzurra tarda un po’ ad arrivare, ma nel momento in cui siamo noi a far girare il pallone, anche i tedeschi si rifugiano nella loro trequarti. Il dolce pareggio arriva da calcio di rigore, a seguito di un fallo di mano di Boateng: a trasformarlo è Bonucci, che lascia a Neuer solo il sapore di poter sfiorare quel pallone, che sfila alla sua sinistra. Dopo il gol arriva anche un po’ di possesso palla in più, ma le forze mancano davvero, e sono i tedeschi a spingere sul finale dei tempi regolamentari. Le occasioni più grosse sono tedesche, ma non sono di certo 45 minuti da buttare.

I tempi supplementari sono abbastanza combattuti, con un’Italia davvero sulle gambe ed una Germania che fatica ad avere creatività ed a gestire il possesso palla. I campioni del mondo in carica, quando è possibile, non rinunciano a giocare di qualità in zona avanzata, ma non riescono mai a rendersi davvero pericolosi. L’uomo chiave dell’Italia è Pellè, che finalmente si mette a giocare di sponda dando più volte l’ossigeno alla squadra. Positivo ancora una volta l’inserimento di Insigne, mentre Zaza viene impiegato per 10 secondi in vista dei calci di rigore.

La monetina da il vantaggio a Bastian Schweinsteiger, capitano tedesco, che contro ogni pronostico decide di tirare i rigori sotto la curva degli avversari, facendo addirittura iniziare gli italiani. E’ qui che accade l’impensabile. I calci di rigori sono fatali per tutti noi italiani. Sia la Germania che l’Italia ne sbagliano tre nei cinque di default, uno score davvero impensabile considerata l’importanza della partita. Per la Germania sbagliano Muller (parato), Ozil (palo esterno) e Schweinsteiger (alto). Per l’Italia gli errori provengono da Zaza (alto), Pellè (a lato) e Bonucci (parato). Realizzano i rigori Insigne, Kroos, Barzagli e Draxler. Alla morte improvvisa sbaglia Darmian (parato), dopo le trasformazione di Giaccherini, Hummels, Parolo, De Sciglio e Boateng. Hector segna il rigore decisivo, spedendo la Germania in semifinale.

Si conclude quindi in un modo molto brutto questo Euro 2016. La nazionale ci ha fatto sperare, tifare, innamorare e anche sognare, stasera così come in tutte le altre partite. Ma i rigori, ragazzi, bisogna metterli dentro. Tre errori su cinque spesso non si vedono neanche nei campetti di provincia, e purtroppo agli Europei questo lo paghi. Concludiamo con una nota positiva, in questa giornata molto buia per l’Italia tutta, sia sportiva che sociale, a causa della strage di Dacca (ricordata con un minuto di silenzio all’inizio della partita): i tedeschi, passati o non passati, devono cambiarsi le mutande prima di andare a dormire, perchè alla fine, ancora una volta, nei 90′ e nei 120′ minuti, l’Italia è stata tanta roba, giocando bene o giocando male. E buttiamo in un vulcano i rigori.

Difficile ringraziare tutti, per ovvi motivi, ma alla fine siamo stati bravi. Bravi tutti. Ci rivedremo, tedeschi.

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