Registrati
Ti sarà inviata una password tramite email.

L’Italia è stata la prima nazionale a qualificarsi come prima agli ottavi di Euro2016 e, dunque, Conte si è permesso il lusso di un ampio turn over. Ma il lusso si sa, costa caro e con l’Eire la figuraccia è stata plateale.  Ma procediamo per ordine.

La bella Italia, quella cosiddetta titolare, nelle prime due gare con umiltà, sacrificio e catenaccio (oggi si chiamano linee strette e ripartenze veloci) era riuscito nell’intento di portare a casa sei punti che hanno subito dato la qualificazione alla fase successiva e consegnato agli occhi degli esperti e dei tifosi di una bella squadra, compatta, operaia come piace definire le squadre povere tecnicamente ma di grande cuore e sacrificio.

Thiago Motta e Sirigu

Se è vero che la squadra ha grande cuore, è anche vero che non ha riserve all’altezza dei titolari (?) e non ha la tecnica di sempre. Se si considera che il dieci è sulle spalle di Thiago Motta, al netto di tutte le considerazioni sul ruolo, sull’età, sulla persona e sulla disperazione dei tifosi italiani nel pre-europeo, si da’ la dimensione di cosa sia la nazionale italiana in questo europeo. Thiago Mota che ieri ha avuto la chance di giocare dall’inizio e che insieme al suo collega “francese” al Paris St. Germain, Sirigu, è stato tra i peggiori in campo essendo colpevoli di aver dato un gol e alcune occasioni agli avversari. Invero, al primo tempo, Sirigu si era distinto per un bell’intervento su un colpo di testa ravvicinato e altre parate, ma chiaramente l’uscita a farfalla in occasione del gol ha annullato tutto quello fatto di buono sino ad allora.

Il blocco Juve

I campioni ci sono e sono tutti in difesa. Il blocco Juve, quello titolare in bianconero, è una garanzia (zero gol subiti nelle prime due), ma con l’ammonizione a Barzagli sono tutti, Buffon compreso, in diffida. Si giocherà con le furie rosse, è facile aspettarsi, in un ipotetico passaggio di turno,la squalifica di uno di loro. In Europa gli arbitri sono più severi e applicano il regolamento alla lettera.

Giaccherini e Parolo, corsa e posizione

A centrocampo, De Rossi non ha la partita intera nelle gambe, ma è una garanzia nei minuti che gioca, mentre Giaccherini, pallino di Conte dai tempi della Juventus, e Parolo si stanno comportando benissimo per corsa e posizione. I loro sostituti non sono all’altezza. Non che Giaccherini e Parolo siano dei fuoriclasse, anzi sono il simbolo dell’Italia operaia, ma il calciatore Sturaro è veramente ingurdabile. Sarà il talismano di Conte, e con la Svezia è stato così in effetti, ma sta regalando controlli di palla, passaggi e azioni personali che non possono essere associate ad un calciatore professionista, tanto meno della nazionale italiana di calcio. Eppure, entra sempre.

Pellè-Eder, Zaza-Immobile. Altri tempi

In attacco, la coppia titolare sarebbe Pellè-Eder, con il primo che ha lavorato tanto nelle prime due gare (regalandosi un gol a porta vuota e mangiandosene alcuni nei 90 minuti precedenti) ed Eder, che contro la Svezia, ha regalato una perla, ma attenzione ai paragoni con il Divin Codin (Roberto Baggio, ndr). Altra stoffa, altra qualità, altra statura. Sono anche loro una garanzia di lavoro sporco, di aiuto in difesa, ma non sono per nulla paragonabili agli attaccanti di un tempo che giocavano in Italia e per la nazionale italiana. Basta ricordarsi che uno è emigrato in Europa (oggi è al Southempton, squadra di seconda facia della Premier), l’altro è un “oriundo” ed il livello del calcio italiano è dato. La panchina è rappresentata da Zaza, che difetta in presunzione e che cerca sempre la giocata vincente (è andata bene con la Svezia nell’assist ad Eder) e da Immobile, che meriterebbe più spazio, se non fosse altro perchè èl’unico vero attaccante che sente la porta e che quando la vede calcia con precisione da qualsiasi distanza.

 

Candreva, il nostro fuoriclasse

Il vero fuoriclasse (oltre a Buffon e Barzagli), a parere di chi scrive, è Candreva e la sua assenza è quella che è pesata di più contro l’Eire. Ha piede, testa, cuore, corsa, dribbling e pericolosità ad ogni pallone giocato. Non è Cristiano Ronaldo ovviamente, ma è il grimaldello per sfondare le difese avversarie. Si spera fortemente nel suo recupero.

Nota dolente è la fascia sinistra. Le fasce nel gioco di Conte sono essenziali, ma a sinistra non si è ancora trovato il giusto equilibrio. Darmian, De Sciglio, El Sharawy. Insomma, cercasi esterno sinistro disperatamente.

Insigne. Por què? Por què?

Infine, ma non per caso, c’è il capitolo Insigne. Oggi le radio partenopee e nazionali sono impazzite alla ricerca del vero motivo per cui non gioca. Chi scrive non crede che Conte sia un masochista, ma è sotto gli occhi di tutti che Lorenzo Insigne al suo ingresso in campo ha regalato sussulti ed emozioni a tutti gli italiani. L’idea di utilizzarlo nei momenti di difficoltà ci può stare, ma in questa nazionale Insigne deve essere titolare sempre, sia perchè è capace di giocare tra le linee o sulla fascia sinistra (dove ama accentrarsi e creare difficoltà agli avversari) sia perchè è il secondo miglior cannoniere italiano (e questo è una dato particolare) presente all’Europeo. (Eder 13, Insigne 12, Pellè 11 in Premier, El Sharawy 8, Zaza 5, Immobile 5)

I campi di patate

Piccola digressione sui campi di calcio che l’Italia ha calpestato. Contro la Svezia a Tolosa,veramente vergognoso e tipico per le culture delle patate, e l’Eira a Lille, siamo incappati in campi di calcio non all’altezza di campionato europeo di calcio ricchissimo e onestamente sel’UEFA ammette la rovina dei terreni adducendone le colpe alle piogge, sinceramente si resta a bocca aperta. Esistono coperture e tecniche avanzate per drenare i campi di calcio che l’UEFA non può non conoscere.

Italia vs Spagna. Il peggior avversario

Lunedì 27 giugno c’è la Spagna (diretta Rai Uno e Sky Sport) e l’Italia che vedremo in campo non sarà sicuramente, negli uomini e nella testa, quella vista contro l’Eire, ma l’avversario, a detta di molti il vero favorito alla vittoria finale, è di quelli tosti. Ricordiamo tutti come finì in finale a Kiev nel 2012, quando ci umiliarono per 4 a 0 e Casillas implorava i suoi di fermarsi.  Si teme molto la tecnica ed il palleggio degli spagnoli; la speranza è di rimanere compatti dal primo all’ultimo minuto e di infilzarli nelle occasioni che concederanno; perchè se in attacco sono formidabili, in difesa storicamente concedono sempre delle sbavature. Spagna-Croazia docet.

Print Friendly, PDF & Email

Scrivi