Scrutatori ritenuti vicini ad ambienti camorristici, accessi anomali negli uffici comunali e presunte interferenze nei settori più delicati dell’amministrazione. Sono alcuni degli elementi indicati dalla commissione di accesso nella relazione che ha portato allo scioglimento dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, fino a pochi giorni fa guidata da Luigi Vicinanza.
Il documento, composto da oltre 270 pagine, raccoglie audizioni, verifiche amministrative e analisi degli atti. Le valutazioni sono firmate dal viceprefetto Dario Annunziata, dal vicequestore aggiunto Riccardo Buonomo e dal capitano dei carabinieri Vittorio Tesoro.
Politica sotto esame
Secondo la commissione, le criticità avrebbero interessato sia alcuni esponenti della politica locale sia settori essenziali della macchina amministrativa stabiese.
Nella relazione vengono citati consiglieri comunali, candidati non eletti, presentatori di lista e scrutatori di nomina consiliare considerati portatori di gravi controindicazioni. Per i commissari, tali elementi avrebbero dovuto suggerirne l’esclusione per ragioni di opportunità e coerenza politica.
Tra i casi richiamati figurano quelli degli ex consiglieri Gennaro Oscurato e Nino Di Maio, già emersi in precedenti vicende giudiziarie e politiche.
Accessi negli uffici
Particolare attenzione viene riservata al presunto via vai di consiglieri negli uffici tecnici comunali, in alcuni casi senza appuntamento o uno specifico mandato istituzionale.
La commissione descrive un ente privo di adeguati strumenti procedurali per proteggere le decisioni amministrative dal rischio di opacità e da possibili pressioni esterne riconducibili alla criminalità organizzata.
I settori coinvolti
Le verifiche hanno riguardato rifiuti, lavori pubblici, servizi cimiteriali, parcheggi, gestione dello stadio comunale, lidi, licenze e concessioni.
Tra gli elementi esaminati figurano anche le modalità di affidamento degli appalti e le presunte alchimie societarie utilizzate per garantire soltanto formalmente la rotazione delle imprese.
La relazione affronta inoltre la presenza di soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata negli ambienti legati alla tifoseria e nei servizi connessi allo stadio.
La posizione di Vicinanza
La commissione rivolge valutazioni severe all’ex sindaco Luigi Vicinanza, accusando l’amministrazione di non aver mantenuto gli impegni assunti in campagna elettorale sul contrasto alla camorra.
Vicinanza, tuttavia, non risulta indagato né sottoposto ad accertamenti giudiziari sulla vicenda. L’ex primo cittadino ha respinto le accuse, sostenendo di non aver firmato atti amministrativi riconducibili a interessi opachi o sistemi criminali.
In merito alla presenza di persone daspate sul palco durante i festeggiamenti per la promozione della squadra locale, Vicinanza ha inoltre dichiarato che non spettava al sindaco controllare la fedina penale di ogni tifoso o impedirne direttamente l’accesso.


