Categorie
Curiosità Espresso Napoletano

“Me veco pigliato d’e turche”, cosa significa?

FacebookTwitterWhatsAppLinkedInMessengerTelegramShare

“Me veco pigliato d’e turche” è un’espressione dialettale in uso non soltanto a Napoli, ma in quasi tutto il Sud Italia. Si tratta, infatti, di un’espressione utilizzata spesso anche da Andrea Camilleri nei racconti del Commissario Montalbano. 

Significa “esser colti di sorpresa, ritrovarsi affannati per qualcosa di imprevedibile e difficile da affrontare”. Ma cosa c’entrano i turchi? Questa volta ESPRESSO NAPOLETANO, la rubrica domenicale di MAGAZINE PRAGMA  vi porta indietro nel tempo, a cavallo tra la prima e la seconda metà del 1500.

“Me veco pigliato d’e turche”, cosa significa?

Pare che l’espressione “Me veco pigliato d’e turche” nasca a Torre del Greco, paese alle falde del Vesuvio, la cui economia si regge da sempre sulle attività marinare, in particolar modo sulla pesca del corallo.

Torre del Greco

Nel XVI secolo quasi l’intera popolazione maschile torrese andava per mare. Le condizioni di sicurezza, tuttavia, non era delle migliori. Non sempre i marinai ritornavano alle loro case. Oltre ai pericoli del mare occorreva avere anche la fortuna di non incappare nelle incursioni da parte degli spietati corsari turchi.

Nel 1558, una flotta turca di oltre 100 galee devastò il golfo di Napoli, uccidendo e facendo prigionieri tantissimi abitanti. A pagarne maggiormente le spese fu la città di Sorrento. Nello stesso periodo i marinai torresi, che per la pesca del corallo, si erano spinti fin sotto le coste africane, furono rapiti e tenuti prigionieri dai turchi. Molti di essi furono torturati fino alla morte.

L’espressione “pigliate d”e turche”, dunque, indica un momento di grande difficoltà, di sgomento, di paura, anche se oggi viene utilizzata in maniera più ironica per indicare semplicemente un momento di confusione, di grande affanno.

_______________________________________________________________

Per ESPRESSO NAPOLETANO anche:

 

 

Di Maria Pia Nocerino

Mi incuriosisce tutto ciò che mi circonda. Resto sorda a certe voci e continuo a sognare anche quando la strada sembra lunga ed in salita. Ritengo che nulla sia più seducente di un bel sorriso. Mi piace nutrirmi di libri e prima o poi, anzichè mangiarli, ne scriverò uno anche io.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *