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ForElle, una App per salvare le donne dalla violenza

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Da oltre un anno molte donne sono costrette a vivere sotto lo stesso tetto con uomini maltrattanti. Mariti, compagni o fidanzati che le costringono a subire violenze e mortificazioni quotidiane, da cui spesso è difficile liberarsi. Un’emergenza acuita con il primo lockdown, a causa del quale la casa per molte si è trasformata in un incubo. Per questo è nata ForElle, un’applicazione creata durante questi mesi di pandemia per venire incontro a un’emergenza sociale parallela a quella sanitaria: la violenza sulle donne.

ForElle, una App per salvare le donne dalla violenza

Un progetto ideato da Fabio Palladino, Mario Armini, Andrea Garau, Antonio Cangiano, Gabriele Fioretti, Giusi Di Paola, sei giovani sviluppatori (nella foto) tra i 20 e i 40 anni alla Apple Developer Academy di San Giovanni a Teduccio (NA), dove è nata una collaborazione tra l’Università Federico II e Apple, incentrata sullo sviluppo di applicazioni per il più innovativo e vivace ecosistema al mondo grazie anche al brillante supporto di mentor molto esperti e professionali.

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Basta un semplice click

ForElle è un’app progettata per le donne con importanti funzionalità per chiedere aiuto in caso di potenziale pericolo. «Nella sua fase di sviluppo abbiamo delineato un design veramente unico», afferma la Di Paola. L’app può infatti tracciare la posizione, registrare e inviare l’audio ambientale ai contatti preferiti in tempo reale con un semplice click.

«Siamo stati ispirati da tante donne vittime di violenza che con la loro forza hanno raccontato e condiviso, tramite interviste e sondaggi, la loro storia con grande coraggio. In questo modo abbiamo tradotto e convertito queste preziose testimonianze in funzionalità molto utili per lo sviluppo».

Oggi esistono, purtroppo, vittime invisibili di un lockdown senza limiti. Molte sono uccise dagli uomini, non dal virus. «Si vive ancora in un’epoca dove si insegna alle donne a difendersi dallo stupro, ma non si insegna agli uomini violenti a smettere di stuprare».

ForElle nasce proprio dall’esigenza di aiutare queste donne affinché possano inviare una richiesta di supporto (in caso di pericolo) ai cosiddetti ForEller, ossia ai contatti preferiti.

ForElle, come funziona

Il design di ForElle è molto minimal, semplice e l’app si configura solo la prima volta creando un profilo. Si aggiungono, in seguito, i contatti preferiti (ForEller) ai quali inviare la richiesta (contatti che, per essere visibili all’interno dell’app, devono aver scaricato ForElle).

«Nella stessa sezione è possibile visualizzare anche le persone della nostra rubrica che ci seguono e ci hanno aggiunto». Dopo questa prima fase di configurazione si è pronti per utilizzare l’app. Cliccando sul pulsante principale, si invia la richiesta di aiuto.

L’app automaticamente traccerà la posizione e inizierà a registrare l’audio ambientale fino a quando la vittima non cliccherà sul pulsante per terminare la richiesta di supporto. Coloro che riceveranno la richiesta, ossia i contatti preferiti selezionati precedentemente visualizzeranno subito una notifica e potranno notare sulla mappa la posizione, i diversi movimenti o spostamenti della vittima contro la propria volontà e, soprattutto, ascoltare l’audio ambientale che verrà salvato automaticamente nel proprio device. Tutto dunque in tempo reale.

L’audio sarà salvato sia nel dispositivo di colei che invierà la richiesta e sia in quello di chi lo riceve. In tal modo potrà essere utilizzato anche come testimonianza in caso di situazioni gravi o poco piacevoli. La vittima, in aggiunta, potrà visualizzare sul proprio dispositivo i contatti che hanno visualizzato la sua richiesta di aiuto sempre in real time.

«La killer feature della nostra app si basa su un sistema rivoluzionario – aggiunge chi l’ha ideata – perché vi è una semplice logica di utilizzo. Un singolo click effettua diverse operazioni complesse (traccia la posizione e registra l’audio). Un doppio click sul pulsante enfatizza ulteriormente la richiesta e invia numerose notifiche ai contatti che la ricevono in modo da attirare l’attenzione in caso di pericolo.

La mission

«Crediamo fortemente nella realizzazione di una community che possa supportare le donne senza alcuna differenza di colore o provenienza – sottolineano gli sviluppatori – Quest’app è progettata e sviluppata per costruire un “luogo sicuro” dove le donne possono supportarsi. Crediamo, inoltre, in un mondo basato su alcuni valori fondamentali, come: diversità, inclusione, supporto ed uguaglianza di genere. Il nostro Pay Off: “If something is bigger than you, you can be bigger than all”. Cioè “Se qualcosa è più grande di te, tu puoi diventare più grande di tutto”».

Di Magazine Pragma

La redazione è il quartier generale di Magazine Pragma. Da qui passano tutti gli articoli degli autori e le comunicazioni dei partner e segnalatori esterni.

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