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Data / Ora
Date(s) - 16/07/2020 - 12/10/2020
18:00 - 21:00

Luogo
Vetrya Corporate Campus

Categorie


Vedere Lontano – La Fondazione Luca e Katia Tomassini presenta il primo appuntamento del progetto “Vedere Lontano”, un programma espositivo in tre atti, a cura di Davide Sarchioni, che mira alla trasformazione graduale delle aree verdi del Vetrya Corporate Campus in un parco di scultura a cielo aperto, con numerose opere che saranno collocate o appositamente concepite per il luogo.

Vedere lontano è lo slogan che incarna anche i valori della Fondazione Luca e Katia Tomassini e che, in questo difficile momento storico, vuole essere un monito rivolto al presente per ampliare lo sguardo verso nuovi orizzonti da raggiungere. Uno sguardo lungimirante veicolato dalla forza visionaria degli artisti che, riflettendo in senso critico sulle conseguenze e i cambiamenti segnati dal’emergenza Covid-19, continuano imperterriti a formulare e a immaginare un futuro possibile.

Da luglio a ottobre 2020, gli artisti saranno invitati a riconfigurare con le loro opere gli ampi spazi esterni del Corporate Campus, un polo tecnologico che offre una vista privilegiata sulle colline circostanti e sull’antica rupe di Orvieto, sperimentando svariate soluzioni e possibilità di dialogo con le specificità del paesaggio, tanto nello sviluppo formale quanto sul piano concettuale, per approfondire le relazioni tra ogni opera e il rispettivo contesto e, in senso metaforico, quelle tra passato e presente, tra cultura della tradizione e dell’innovazione, tra memoria storica e ipotesi futuribili di un domani sempre più vicino.

Il primo appuntamento accoglie le opere di Antonio Barbieri (Rho, 1985), Thomas Lange (Berlino, 1957), Valentina Palazzari (Terni, 1987) e un lavoro di Mauro Staccioli (Volterra, 1937 – Milano, 2018) come omaggio al grande maestro.

Antonio Barbieri ha realizzato l’opera “Matrice II”, una coloratissima struttura in ferro verniciato che, ottenuta seguendo la logica dei frattali, denota l’interesse del giovane artista ad approfondire il rapporto tra geometria, matematica e mondo organico e che si staglia sullo scenario suggestivo della rupe di Orvieto, leggera come un “dente di leone” pronto a disperdersi al primo soffio di vento.

Il lavoro di Thomas Lange è un’accumulazione di oggetti in terracotta e ceramica smaltata, tra vasi e figure antropomorfe “imbrattati” di colore che discendono da un dosso naturale come macerie della storia, la cui disposizione apparentemente casuale si rifà alla deriva culturale del nostro tempo. Passato e presente, ordine e caos e un’ideale di bellezza eterna si scontrano e convivono nelle forme tradizionali, nei materiali utilizzati e nella solidità dei grandi orci dipinti insieme alle figure classicheggianti che segnano l’ingresso dell’edificio del Corpo A.

Valentina Palazzari presenta “senza titolo”, una grande struttura elicoidale e potentemente evocativa costituita da numerose e pesanti reti elettrosaldate sovrapposte che, strato dopo strato, ruotano e si avvitano sul proprio asse come un’agile ed elegante giravolta, seguendo un progressivo moto ascensionale e potenzialmente infinito che sembra sfidare le leggi della fisica tra pesantezza e leggerezza, staticità e dinamismo e sospinge lo sguardo sempre più in alto, per vedere lontano.

Infine, l’omaggio a Mauro Staccioli è reso dall’opera “Prismoidi” del 2003, esposta nel 2018 alle Terme di Caracalla in occasione della mostra “Sensibile ambientale”, la prima retrospettiva dedicata all’artista dopo la sua morte. Si tratta di un insieme di 11 elementi in ferro zincato, forme e oggetti misteriosi la cui disposizione innesca un gioco di rapporti e un profondo dialogo tra l’opera e il luogo in cui è immersa. Staccioli è stato uno degli artisti più attenti alla relazione tra scultura e ambiente.

“Li ho chiamati prismoidi – diceva Staccioli in un’intervista per Artext – perché mi ricorda le possibilità intrinseche della articolazione della forma attraverso le sfaccettature che la geometria mette a disposizione. Uso prismoide perché non è un prisma, ma vi può somigliare. È quindi l’articolazione e l’intuizione che guida la mano ed il pensiero a rendere un oggetto intellegibile”.

“Vedere lontano” è un progetto di Fondazione Luca e Katia Tomassini, realizzato in collaborazione con Terramedia e Archivio Mauro Staccioli. Per l’opera di Mauro Staccioli si ringraziano Andrea Alibrandi e Giuseppe Chigiotti.

Le visite alla mostra saranno organizzate per gruppi ristretti di persone, nel rispetto delle attuali norme di sicurezza.

In occasione dell’Open Day di Giovedì 16 luglio sarà possibile prenotare la visita scegliendo una delle seguenti fasce orarie: dalle 18.00 alle 18.45; dalle 19.00 alle 19.45; dalle 20.00 alle 21.00. È gradita la prenotazione all’indirizzo: info@fondazionelkt.org

 

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