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Angelo Persico, nutrizionista, risponde ad alcune domande sulla corretta alimentazione e sulle conseguenze del nutrirsi in maniera sbagliata.

Angelo Persico, biologo nutrizionista

La cattiva alimentazione è una problema serio da non sottovalutare. Molti sono i rischi per la nostra salute che possono nascere da una dieta alimentare  scorretta. Per conoscerle in maniera più approfondite abbiamo posto alcune domande ad Angelo Persico, biologo nutrizionista di Pontecagnano in provincia di Salerno. Esperto nutrizionista laureato in biologia e biotecnologie, ci racconta i problemi riscontrati nel suo lavoro.

Intervista al nutrizionista Angelo Persico

La fascia di età dei tuo pazienti?

Ho pazienti di tutte le età partendo dai giovanissimi, 6-8 anni, fino ad arrivare a persone di 75 anni.

Le problematiche per cui vengono da te i tuoi pazienti?

La maggioranza hanno problemi di peso, soprattutto per eccesso: sovrappeso o obesità.
In minore quantità ho pazienti che devono incrementare il proprio peso per precedenti stati di malnutrizione.
Si sta molto espandendo poi, soprattutto fra i giovani che fanno sport, la richiesta di incrementare la propria massa muscolare attraverso una dieta proteica.
Alcuni hanno bisogno di una dieta specifica in quanto vegetariani o vegani mentre altri vogliono semplicemente capire come mangiare bene attraverso una dieta sana ed equilibrata.

Una dieta sana come si compone?

Una dieta sana ed equilibrata comprende tutti gli alimenti senza esclusioni, è cioè quella che si basa sui criteri della Dieta Mediterranea. Indispensabile è sicuramente un buon apporto di frutta e verdura.
Da abolire per quanto mi riguarda sono le diete “Low Carb “, cioè quelle che tendono a eliminare o ridurre drasticamente i carboidrati, provocando problemi non indifferenti in chi le segue. Anche i carboidrati hanno la loro importanza e, nella giusta quantità, sono fondamentali per una corretta alimentazione.

Quando non si segue una dieta bilanciata, in quali problemi ci si può imbattere?

In problemi molto gravi. L’eccesso di peso può predisporre a un drastico aumento di malattie cardiometaboliche, una maggiore incidenza di diabete e di cancro.
Per i soggetti obesi possono aumentare anche i problemi osteoarticolari.
Avendo studiato personalmente il ruolo dell’obesità sulla fertilità femminile posso confermare che questa aumenta il rischio di sterilità e di disordini mestruali.
Si è visto che le donne obese che si sottopongono a trattamenti di fertilità hanno molte meno possibilità di concepire rispetto a quelle di peso normale.
Quello che sto vedendo con l’esperienza lavorativa è anche il disagio psicologico, soprattutto nei bambini, di cui forse non si parla abbastanza. Il bambino obeso spesso viene preso in giro dai suoi coetanei, e soffre.
Ricordo sempre che un mio paziente di 10 anni mi ha detto:
“Voglio dimagrire così nessuno potrà più prendermi in giro!”.

I consigli base per una corretta alimentazioni?

Alcuni consigli pratici potrebbero essere:
1) ridurre i fritti e i cibi grassi. 2) seguire la regola dei 3 pasti, colazione, pranzo e cena, più 2 spuntini, possibilmente uno a metà mattino e uno durante il pomeriggio.
3)meno tv e più attività motoria, soprattutto all’aria aperta.
4) meno merendine e più frutta e verdura.
5) utilizzare meno condimenti e sale nella preparazione dei cibi.
6) Sfruttare ogni occasione per muoversi come fare le scale anziché prendere l’ascensore, andare a piedi a lavoro, uscire con le amici
7) Ridurre le bevande gassate, zuccherate e alcoliche.
8) Evitare le “abbuffate” con gli amici, imparare a mangiare bene anche nei momenti di convivialità.
9) Rivolgersi tempestivamente a un nutrizionista quando c’è un problema di peso, prima che questo si aggravi.

Il caso più problematico che hai riscontrato?

Ogni caso può essere problematico.
Ogni persona è unica e pertanto anche i problemi che deve affrontare sono unici.
Se dovessi scegliere direi che la problematica maggiore la riscontro con i pazienti che soffrono di “fame nervosa” o di disturbi che esulano dalla competenza nutrizionale e che invece riguardano la sfera psichiatrica.
In un caso specifico, collaborando con una psicologa, siamo riusciti a fare un lavoro di squadra e il paziente ne ha tratto beneficio.
A volte però è difficile far capire al paziente che avrebbe bisogno di un altro tipo di aiuto, la persona può chiudersi e rifiutare di ammettere di avere problemi psicologici.
In futuro sarebbe bello adottare un approccio multidisciplinare che possa fondere la competenza psicologica con quella nutrizionale.

Quanto influenza il fattore psicologico per l aumento di peso o la perdita di peso ?

Il fattore psicologico influenza ogni ambito della nostra vita. Per ottenere dei buoni risultati è senza dubbio fondamentale la motivazione.
Più il paziente è motivato più sarà facile andare avanti nella dieta.
Quello che cerco sempre di dire ai miei pazienti è che è un gioco di squadra: io posso fare la migliore delle diete, ma se il paziente non ha la volontà necessaria per seguirla, allora è impossibile ottenere dei risultati.
Molto importante in questo lavoro è quindi saper motivare il paziente, assumere un atteggiamento calmo e comprensivo ma allo stesso tempo tenace e fermo. Bisogna appoggiare e supportare positivamente il paziente affinché raggiunga il suo obbiettivo e fargli capire che si può riuscire, basta solo trovare la forza di volontà che ognuno di noi possiede dentro di se.

Le cause principali per l’aumento di peso eccessivo ?

È una domanda molto complessa.
La mia regione, la Campania, è la regione con il più alto tasso di obesità e circa una persona su due è in sovrappeso.
Come mai? Per spiegarlo spesso mi trovo a raccontare ai miei pazienti un aneddoto. Insieme ad una mia collega, normopeso come me, ci trovammo a visitare un bambino obeso grave insieme a sua madre ugualmente obesa.
La signora guardandoci preoccupata disse:
“Dottore ma non è che mio figlio diventa magro come voi? Non sia mai, guardatelo ora come scoppia di vita!”
Questo aneddoto che mi fa sempre sorridere nasconde in realtà un preoccupante modo di pensare collettivo, in cui il bambino grasso è visto come un bambino sano e non come un soggetto malato.
Questo bambino avrà l’affanno quando giocherà o correrà insieme ai suoi amici, avrà un più alto rischio di contrarre diabete e malattie cardiovascolari in futuro, per non parlare dei problemi psicologici che potrebbe accusare nel relazionarsi a persone di peso normale.
Non è quindi una questione solo di estetica ma soprattutto di salute. Mangiare bene infatti significa vivere meglio e più a lungo.
A volte il cibo per molti diventa un attaccamento, una consolazione alle avversioni della vita.
Non è colpa del bambino se mangia male, ma dei genitori che pensano che nel cibo ci sia la soluzione ai loro problemi.
A questo si aggiungono altre cattive abitudine sociali cone il fatto che i bambini nonché gli adulti oggi preferiscono giocare con il proprio “Smartphone” anziché passeggiare o correre all’aria aperta, mangiare cibi già pronti anziché cucinare con le proprie mani alimenti più sani. Dobbiamo quindi sfaldare il falso mito di “grasso è bello” e abituarci all’idea che una persona grassa è una persona con maggiori rischi per la propria salute.

Cosa raccomenderesti di fare a una persona sovrappeso?

Di contattare un nutrizionista e di cominciare tempestivamente a mettersi a dieta, prima che diventi obeso e i rischi per la sua salute aumentino.

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