Il prodotto a Chilometro Zero

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Cos’è il prodotto a Chilometro Zero?

Il Chilometro Zero è un tipo di commercio nel quale i prodotti vengono commercializzati nella stessa area di produzione.

Questo tipo di prodotto viene spesso associato con il concetto di alimento garantito dal produttore per la sua genuinità in opposizione al prodotto globale spesso di dubbia provenienza.  I prodotti a Km zero per definizione non possono “viaggiare” molto, e, per essere tali, non possono superare i 70Km dal luogo dove sono stati prodotti.

Un alimento a “Km 0” deve essere consumato non oltre i 70Km dal luogo dove è nato

I vantaggi derivanti dalla filiera corta sono notevoli e si evidenziano non solo nella riduzione di fattori legati ad inquinamento e riscaldamento globale, come l’emissione di anidride carbonica dovuta ai trasporti e l’impiego di imballaggi per la distribuzione, ma anche nella possibilità di acquistare prodotti nostrani, più freschi e di stagione, che non hanno perso le proprietà organolettiche a causa di lunghi viaggi.

La cultura del Chilometro Zero

Il Chilometro Zero diventa, pertanto, una prospettiva diversa con cui approcciarsi agli acquisti sposando una filosofia più ampia di consumo critico in cui ogni consumatore è consapevole della necessità di operare una scelta, al momento dell’acquisto, che tenga conto di fattori diversi dalla mera propaganda pubblicitaria con cui le aziende possono sponsorizzare molti prodotti. Esiste poi anche un interessante aspetto culturale: l’avvicinamento del consumatore alla realtà contadina permette un contatto diretto con la natura, gli animali, la terra e le conoscenza dei prodotti che ci offre, dando più senso allo scorrere delle stagioni che ci offrono frutta e ortaggi sempre differenti.

Distinzione tra genuinità ed agricoltura intensiva

Bisogna però distinguere tra prodotto locale “genuino” cioè che proviene da agricoltori che non utilizzano pesticidi e prodotti che vengono da agricoltura intensiva.

Il consumatore utilizzando solo i prodotti “km 0” si troverebbe a dover utilizzare solo ciò che viene prodotto nella propria zona limitando la propria scelta culinaria. Un cittadino campano, se integralista, non dovrebbe mangiare il parmigiano reggiano oppure le cipolle di tropea (ma si esagera ovviamente). Il nostro paese ha moltissime ricchezze e bontà che non possiamo dunque considerare solo i prodotti locali. Per la frutta e la verdura i concetti di km 0 e di sostenibilità dell’agricoltura locale sono da sposare.

Quando scegliamo un alimento dobbiamo fare attenzione da dove provenga e come è stato prodotto, dobbiamo prediligere i prodotti locali, ma anche avere un alimentazione varia con gli apporti nutrizionali di cui abbiamo bisogno.

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