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Le dinamiche di coppia: tra moglie e marito

La casistica che riscontro con maggiore frequenza tra conoscenti -e nel lavoro di consulenza, sostegno e terapia della famiglia- è relativa ad una tipologia di disagio non direttamente legata a problemi psicologici, ma che rimanda a dinamiche disfunzionali di coppia, vissute all’interno della relazione coniugale, soprattutto se giovane, in seguito ai cambiamenti che avvengono al suo interno. Tra gli aspetti che si configurano come “fragilità relazionali” vissuti da marito e moglie sicuramente vi è la qualità della comunicazione. Molte problematiche della vita di coppia derivano, infatti, dalla mancanza di un corretto e autentico dialogo tra i coniugi.

Fin dalla formazione della coppia, essi sono chiamati a costruire un “alfabeto comune”, attraverso il quale co-costruire discorsi circa la coniugalità, la genitorialità, le emozioni, le relazioni con il mondo esterno (amicizie, famiglie d’origine, colleganza). Questo, purtroppo, non sempre avviene perché molti coniugi limitano il loro dialogo esclusivamente ad aspetti organizzativi e gestionali della vita familiare, non preoccupandosi di andare oltre questo dato ed arricchirlo della loro vita intima. Nella realtà quotidiana, infatti, sembrerebbe che difficilmente i coniugi riescano ad attuare una comunicazione veramente intima ed autentica. Ciò è determinato, tra gli altri, dagli impegni lavorativi che costringono i partner a trascorrere la maggior parte della giornata lontani da casa, sottraendo del tempo alla relazione coniugale (tempo per il dialogo, per l’intimità, per il confronto). Meno si comunica in maniera autentica e meno si è in grado di farlo con il rischio di allontanarsi sempre più dall’altro.

Un altro aspetto su cui spesso mi soffermo a riflettere è il conflitto coniugale come parte integrante della vita di coppia ed è anch’esso elemento di fragilità relazionale, non tanto per la presenza o meno della conflittualità all’interno della coppia, quanto piuttosto per le modalità attraverso cui i coniugi affrontano, gestiscono e risolvono i loro contrasti. Molti coniugi, oggi, per gestire e risolvere la conflittualità con il partner, sembrano ricorrere a modalità quali: gridare, oppure chiudersi in sé stessi, o ancora cedere alle richieste del partner. Tali modalità corrispondono a ciò che in letteratura è stato definito come “conflitto distruttivo”, il quale prevede l’attuazione di una relazione competitiva che porterà ad un peggioramento della relazione conflittuale.

 

Alla luce di queste considerazioni è possibile affermare che molti giovani coniugi sembrano essere contraddistinti dall’incapacità di affrontare, gestire e risolvere la situazione conflittuale. Sembra che essi, più che al bene della coppia e della famiglia, tengano maggiormente a far valere le proprie ragioni e prevaricare il partner. Tutto ciò potrebbe portare alla crisi irreversibile e alla rottura della relazione. La situazione vissuta dai partner, soprattutto dai “neo coniugi”, si configura come del tutto nuova, diversa dal modello relazionale che hanno ricevuto dai propri genitori e vissuto nelle rispettive famiglie d’origine.

Dunque, sentimenti di fragilità, inadeguatezza, insicurezza, sono molto frequenti nelle giovani coppie che sperimentano contraddizioni relative alla forte discrepanza tra i modelli relazionali costruiti “ex novo” dalla nuova famiglia e quelli della famiglia d’origine. Si sentono cioè combattuti tra la continuità ed il cambiamento, tra l’affermarsi del tradizionale modello educativo e il voler assumere un nuovo modello relazionale. Ad essi spetta l’arduo compito di ri-organizzare la propria vita di coppia, di ripartirsi i compiti, i ruoli, le responsabilità.
La responsabilità di noi professionisti, negli studi privati e nei vari servizi in cui ci muoviamo, invece, è quella di allestire contesti in cui intraprende iniziative di sostegno rivolte alle coppie in difficoltà, dove esse possano sentirsi agevolate nella difficile decisione di “chiedere aiuto” e di “affidarsi”.

L’acquisizione, da parte della coppia, di uno stile comunicativo che permetta loro di gestire al meglio la relazione con il partner, è di fondamentale importanza per rendere “costruttivi” quei conflitti che non permettono di “guardare oltre”. E’ importante, infine, potenziare le risorse relazionali di cui la coppia è portatrice, far emergere la consapevolezza circa le capacità e le competenze possedute e renderla protagonista di un processo attraverso il quale superare le difficoltà quotidiane. Un buon percorso renderà capaci loro stessi di non arrendersi di fronte ai primi ostacoli che la vita pone e, se la situazione lo richiede, di ri-progettare nuovamente il percorso coniugale.

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