" "
Registrati
Ti sarà inviata una password tramite email.

Sandokan – 1851. James Brooke, un avventuriero inglese diventato governatore della Malesia, ha costruito un vero e proprio regno indipendente. Questo grazie anche alla sua politica contro i pirati. L’unico a sfidarlo è il pirata Sandokan “La tigre della Malesia”. Figlio di un sultano detronizzato dagli inglesi, combatte contro Brooke  e la compangia delle indie. Con lui ci sono i suoi uomini, i tigrotti, e il suo fidato luogotenente, il nobile portoghese Yanez de Gomera.

 

La serie ebbe una produzione lunga e travagliata. Sergio Sollima, grande conoscitore delle opere di Emilio Salgari (autore dei romanzi di Sandokan ed anche del Corsaro nero), voleva inizialmente girare un film. Ma a causa degli alti costi di produzione il progetto venne abbandonato.

Dieci anni dopo, Goffredo Lombardo ed Elio Scardamaglia contattarono Sollima per proporgli il progetto dello sceneggiato. Sollima si impegnò nella ricerca di attori «che, pur nella loro inevitabile dimensione realistica, fossero capaci di suggerire qualcosa di eroico, di magico». Dopo aver accantonato Mifune per il ruolo di Sandokan, Sollima organizzò un vasto e complesso piano di ricerche per trovare l’interprete del protagonista. Questi,  Kabir Bedi, un giovane indiano si era presentato per il ruolo del cacciatore. Ma, appena lo vide, Sollima la scritturò per il ruolo di Sandokan.

Le riprese ebbero inizio nel luglio del 1974 e durarono otto mesi. Non ci furono complicazioni particolari, a parte qualche difficoltà nella ricerca dei set. Inizialmente si era pensato di girare nel Borneo, teatro delle storie di Salgari, ma il territorio fu giudicato troppo «scomodo». Sollima, allora, trasferì la troupe in territori più sicuri e agevoli come l’India, la Malaysia e la Thailandia.

Sollima prese molti attori locali e fu quasi maniacale nella cura dei particolari: armi, arti marziali, costumi, usanze, linguaggi. Tutta questa cura fu ripagata. La serie diventò un vero e proprio oggetto di culto. Molti bambini in quegli anni vennero chiamati con il nome del protagonista e il termine divenne anche un aggettivo, con il significato di “forte e coraggioso”. Inoltre creò un vero e proprio indotto tra diari, quaderni, libri ed altro. Inoltre la serie venne riproposta più volte in televisione, fu riproposta al cinema (in una versione accorciata) ed ebbe tre sequel.

Se il pubblico osannò lo sceneggiato, la critica dell’epoca lo massacrò. Addirittura alcuni intellettuali di sinistra condannarono Sandokan come una «operazione culturale sciocca e inutile di riesumare in televisione romanzi ridicoli», mentre dei genitori, animati dalla malafede e da un moralismo ipercattolico, giudicarono lo sceneggiato un prodotto troppo violento per un pubblico giovanile. Adolfo Celi (interprete di Brooke) rimase molto deluso da queste affermazioni.

 

La critica successiva ha però rivalutato, giustamente, l’opera. Ed infatti, tra il 1997 e il 1999, fu anche prodotta una serie animata in tre stagioni per un pubblico molto più giovane. E la sigla usata per il cartone fu la stessa dello sceneggiato.

Curiosità: Emilio Salgari scrisse decine di romanzi ambientati in luoghi esotici. Ma lo scrittore (veronese di nascita e torinese di adozione), per sua stessa ammissione, non andò mai oltre “le mappe della biblioteca di Torino”.

Nel 1977  Franco e Ciccio realizzarono un mini telefilm parodia intitolato “Le avventure di Sandogat” in sei puntate di circa dieci minuti. nell’ultima Sandokan (interpretato da Kabri Bedi) cerca di uccidere i due perché si è offeso a causa della parodia.

Leggi gli altri “10 sceneggiati italiani”:

L’Isola del Tesoro La Freccia Nera L’Odissea David Copperfield Nero Wolfe I Promessi Sposi Jekyll Le avventure di Pinocchio Sandokan

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami