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Intervista esclusiva al tenore Alessandro Fantoni che si è soffermato anche sul momento delicato legato all’emergenza sanitaria in atto

Come e quando è nata la sua passione per la lirica? 

Premettendo che già da bambino nutrivo grande interesse per la musica, in quanto spesso giocavo a fare il cantante di musica leggera( rispondendo spesso alla domanda : ” cosa vuoi fare da grande?”, “il cantante”, ho conosciuto il canto lirico intorno ai 18/20 anni passando sempre dalla musica leggera, dapprima imitando Andrea Bocelli con le sue prime canzoni e in seguito imitando Luciano Pavarotti cantando ” Miserere” di Zucchero.

Da quel momento il grande Big Luciano divenne per me un idolo e cominciai ad ascoltare la sua musica fino ad arrivare all’ opera lirica. Se prima l’opera era per un mistero e forse addirittura una cosa ” noiosa” quando cominciai a conoscerla divenne per me un qualcosa di magico, di emozionante e ne ebbi conferma quando entrai a lavorare per la prima volta al Carlo felice come comparsa.

Non potendo permettermi però di studiare e cominciando in quegli anni a lavorare presso una ditta(dove rimasi per 11 anni) decisi di tenere il canto come un passatempo. Stavo diventando praticamente un melomane.

Com’è cominciata la sua carriera? 

Nonostante, tra varie vicissitudini, fosse appunto più un passatempo che altro il pallino per il canto in quegli anni era sempre comunque un pensiero fisso e ogni tanto prendevo lezioni. Purtroppo avendo il lavoro non potevo essere costante nello studio ma più il tempo passava più mi appassionavo, più studiavo fino ad arrivare a tentare comunque concorsi, audizioni.

Ne vinsi, come dico io da “Hobbysta”, diversi e cominciai a cantare, da “hobbysta”, anche in contesti importanti, compreso il Carlo Felice. Ma la mia vera carriera è cominciata all’ incirca soltanto 6 anni fa quando fui scelto per entrare nella prestigiosa accademia dell’ opernhause di Zurigo. Da quel momento ho lasciato il lavoro e ho finalmente potuto cominciare a studiare e basta e così a lavorare solo con il canto fino ad arrivare al mio debutto più prestigioso nel 2015 in Nabucco all’ Arena di Verona.

Cos’ha provato quando ha debuttato a Piacenza con Simon Boccanegra e Nabucco? Nel 2012/2013 invece ha esordito al Carlo Felice, il teatro della tua Genova… emozioni particolari?

Come appunto dicevo e ci tengo a sottolinearlo, i primi debutti sono arrivati quando ancora facevo un altro mestiere (il lavandaio), quindi potete immaginare la mia emozione a trovarmi a cantare con grandi nomi della lirica, in piazze importanti come Piacenza e il Carlo Felice di Genova in ruoli importanti come quelli in Simon Boccanegra e in Nabucco. Davvero i brividi se penso che ancora dovevo formarmi e fare esperienza, ma il fatto che mi si dava tanta fiducia è perchè evidentemente c’erano i presupposti giusti perchè io facessi questo mestiere. Furono proprio queste esperienze che mi diedero il coraggio di mollare tutto e di dedicarmi solo al canto.

Quali sono le tecniche che utilizza quando si prepara per uno spettacolo? 

Prima di uno spettacolo non ho particolari tecniche se non quella di concentrarmi il più possibile e respirare profondamente mantenendo la calma più assoluta anche se già di mio, per fortuna, sono molto, forse anche troppo, calmo. Mi piace in particolare passeggiare sul palco e ripassare i movimenti scenici prima dello spettacolo quando il sipario è ancora chiuso e si sente il vociare del pubblico che arriva.

Con quali opere o autori si sente di più a suo agio?

I miei autori più cari sono senza dubbio Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi. Sento la loro musica vicino al mio modo di essere e sento di emozionarmi quando la canto. Spero di trasmettere le mia emozione di conseguenza. Per quanto riguarda le opere ce ne sono diverse ma sicuramente quelle che sento mie sono Tosca e Un ballo in Maschera. Ci tengo però a dire che spero un giorno di debuttare, perchè lo sento a me vicino, il ruolo di Andrea Chenier di Umberto Giordano.

Negli ultimi tempi si tende ad abbassare la tonalità di alcune arie: Lei è d’accordo con questa consuetudine?

Premetto che, in concerto, anche a me è capitato qualche volta per comodità di abbassare la tonalità ma, tendenzialmente, non sono d’accordo nel farlo solo perchè mi piace eseguire quello che è stato scritto sulla partitura dall’ autore così come non mi piace dover per forza sentire o eseguire cadenze acuti o sovracuti voluti dalla tradizione ma non scritti appunto dall’ autore. Comunque non disapprovo chi lo fa abitualmente, in fondo è giusto presentare all’ ascoltare un suono piacevole piuttosto che un brutto suono. Faccio però un appello alle orchestre :” non accordate sempre più in alto, vi prego!!”

A marzo sarebbe stato in scena a Lucca con Napoli Milionaria ma lo spettacolo è stato cancellato per l’emergenza coronavirus: come vive un artista come Lei la chiusura dei teatri?

Ci tenevo e ci tengo molto infatti a debuttare questo ruolo in Napoli Milionaria. Un’ opera bellissima che dovrebbe essere rappresentata molto più spesso. Credo comunque sia stata posticipata quindi quando sarà possibile torneremo a cantarla.Purtroppo è un momento molto difficile per tutta l’ umanità e in tutto il mondo e temo che per noi artisti e per gli appassionati ci sarà una lunga attesa prima di ritornare in teatro, a meno che non si trovino alternative per poter cmq esibirsi in tutta sicurezza. Sono momenti difficili ma purtroppo ritengo sia doveroso aspettare. Spero soltanto che il governo ci supporti per questo e accetti le nostre domande di tutele che la nostra categoria a oggi non ha e che stiamo richiedendo. Sono comunque sicuro che ripartiremo perchè la musica e la cultura fanno parte e sono indispensabili alla nostra vita.

Come sta trascorrendo questo periodo di quarantena?

In questo periodo stando a casa ho approfittato per ristrutturare casa, mi godo i nipotini, che per fortuna vivono nel mio stesso contesto, e poi studio, leggo, faccio conferenze online e guardo molti film.

Molti teatri stanno sostituendo la programmazione tradizionale con quella in streaming. Crede che possa essere utile in attesa della riapertura?

Ben venga la programmazione streaming che potrebbe essere comunque una soluzione anche in futuro aldilà di questo momento. Spero anzi che la lirica venga rappresentata sempre di più anche in rete perchè è bella e si conosce troppo poco. Come dico io ci sarà un motivo se la si esegue da secoli e ancora è così attuale.

Secondo Lei quando si potrà tornare al teatro?

Purtroppo non so quando potremo tornare in teatro. Ovvio spero di ritornare il prima possibile, forse già questa estate qualche spettacolo all’ aperto potrebbe essere consentito…Aspettiamo e speriamo.

Ha qualche consiglio da dare ai giovani che intendono intraprendere la strada del canto lirico?

Il mio consiglio più grande è quello di non mollare mai..Se c’ è questa vocazione ed è quello che si vuole fare di professione nella vita bisogna insistere perchè arrivare a vivere solo di questo non è così semplice. Ci vogliono sacrifici, dedizione, tanto studio e bisogna avere tanta pazienza e non sempre la fortuna è dalla tua parte. Quindi mai abbattersi se qualcosa non funziona o non va. Altro consiglio importantissimo è scegliere l’ insegnante giusto e fidarsi di lui.

 

Quali sono i progetti ai quali attualmente sta lavorando?

Beh a parte tornare presto in teatro a cantare e riprendere i debutti che avevo in programma tra i quali Napoli Milionaria e Tosca, tra i miei progetti c’ è l’incisione di un album personale e la collaborazione con un’ associazione per la realizzazione di eventi anche finalizzati alla beneficenza. Speriamo di poterli realizzare presto.

 

Mi trovate su Facebook nella mia pagina ufficiale: Alessandro Fantoni Tenore,

You tube: Alessandro Fantoni

 

Ringraziamo Alessandro Fantoni per la disponibilità.
P. Gallina

 

 

 

 

 

 

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