Napoli, Anm riparte dopo la crisi, ma resta l’incognita sull’aumento dei biglietti


Anm esce dal concordato e chiude una fase di crisi pesantissima per il trasporto pubblico di Napoli. L’azienda di proprietà del Comune ha ripianato un debito di oltre 200 milioni di euro e, secondo le istituzioni cittadine, ora potrà tornare a investire per migliorare il servizio su gomma e su ferro. Resta sullo sfondo il nodo del possibile aumento dei biglietti.

Uscita dal concordato

La giornata del 3 luglio è stata segnata dall’incontro nella sede Anm di Fuorigrotta tra il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il vicepresidente della Regione Campania con delega ai Trasporti Mario Casillo e i lavoratori dell’azienda.

“Anm esce dal concordato ed è una giornata molto importante”, ha dichiarato Manfredi, sottolineando i risultati economici raggiunti e il miglioramento di alcuni indicatori del servizio, come il numero di passeggeri e i chilometri percorsi su gomma e su ferro.

Società pubblica

L’azienda è diventata una spa a intero capitale pubblico. L’assessore comunale ai Trasporti Edoardo Cosenza ha escluso l’ingresso dei privati, definendo Anm un esempio di società pubblica che può essere efficiente.

Secondo Cosenza, il passaggio ancora da completare riguarda l’affidamento del servizio in house.

Servizio da migliorare

Il tema centrale, adesso, resta la qualità del trasporto pubblico. L’amministratore dell’azienda Francesco Favo ha indicato due obiettivi: migliorare il servizio e ridurre i costi.

Tra le criticità citate c’è la velocità di percorrenza dei bus, definita la più lenta d’Italia. Per Favo, la sfida sarà aumentare la produttività mantenendo invariati i costi.

Nodo biglietti

Sul futuro pesa anche il possibile aumento dei biglietti. La Regione Campania ha deliberato la possibilità di incrementare le tariffe per le aziende del trasporto pubblico regionale.

Casillo ha spiegato che la richiesta iniziale, arrivata dalle società marittime, era di un aumento del 10%, poi ridotto a un massimo possibile del 5,8%, in linea con il tasso di inflazione. L’aumento, ha precisato, non sarà obbligatorio: ogni società deciderà in base al proprio bilancio.

Tariffe ancora incerte

Sul punto resta una posizione non del tutto definita. Cosenza ha chiarito che il Comune non vorrebbe aumentare il costo del biglietto, ricordando che oggi è tra i più bassi d’Italia, ma ha aggiunto che la decisione dipende dalla Regione Campania.

Per Anm, dunque, l’uscita dal concordato apre una nuova fase: meno debiti, più margini per gli investimenti e una sfida ancora aperta sulla qualità del servizio quotidiano per cittadini e pendolari.

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