L’appello per Bagnoli
Dal belvedere di Posillipo, Thunberg ha espresso solidarietà alla comunità di Bagnoli, collegando la mobilitazione locale alla battaglia internazionale contro la crisi climatica.
L’attivista ha ricordato il passato industriale del quartiere, denunciando le conseguenze dell’inquinamento e la mancata soluzione delle problematiche ambientali.
«Il 16 ottobre la gente di Bagnoli si solleverà per reclamare ciò che gli spetta di diritto», ha dichiarato, sottolineando la necessità di affrontare insieme giustizia sociale e climatica.
Nel suo intervento ha inoltre criticato la gestione istituzionale dell’area, sostenendo che gli interventi realizzati non abbiano risposto adeguatamente alle richieste di bonifica e di un futuro sostenibile avanzate dalla comunità.
Lo sciopero del 30 ottobre
La presenza a Napoli è stata anche l’occasione per promuovere lo sciopero generale nazionale di venerdì 30 ottobre, proclamato dall’USB per una durata di 24 ore, con il coinvolgimento delle categorie pubbliche e private.
Thunberg ha diffuso il proprio appello attraverso un video pubblicato il 10 ottobre sui profili social di Potere al Popolo, del Collettivo Autorganizzato Universitario e degli Studenti Autorganizzati Campani, rilanciandolo successivamente dal palco di Marea, nell’ex base Nato di Bagnoli.
Al centro della mobilitazione figurano il costo della vita, i salari, le pensioni, le spese militari e la posizione italiana rispetto alla guerra a Gaza.
Le richieste del sindacato
L’USB chiede aumenti di salari e pensioni, interventi per contenere i prezzi, l’azzeramento dell’IVA sui beni essenziali e una riduzione delle spese militari a favore dei servizi sociali.
Secondo i dati richiamati dal sindacato, negli ultimi cinque anni la spesa alimentare sarebbe aumentata tra il 30% e il 50%, mentre le bollette di luce e gas avrebbero registrato rincari superiori al 30%. Si tratta di cifre riportate dall’organizzazione sindacale a sostegno della protesta.
La giornata del 30 ottobre si inserisce inoltre in una mobilitazione internazionale che coinvolge organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali contrarie al traffico di armi e alla militarizzazione dei porti.


