Roba da ricchi il terzo episodio con Renato Pozzetto e Francesca Dellera


Se c’è un volto capace di passare dallo smarrimento del candore sacerdotale alla sorniona consapevolezza del “playboy per caso”, quel volto non può che essere quello di Renato Pozzetto. Nel terzo episodio del cult Roba da ricchi, l’attore milanese mette in scena una delle sue performance più memorabili, sospesa tra la nebbia della Lombardia e il sole accecante del Principato di Monaco.

La storia parte con la consueta, irresistibile “normalità” pozzettiana: Don Vittorino, un prete di ritorno da un pellegrinaggio a Lourdes, si ritrova catapultato dai sedili di un torpedone ai saloni dorati di Monte Carlo. Il motivo? Una somiglianza miracolosa (o diabolica) con l’uomo dei sogni della Principessa Topazia.

Pozzetto gioca magistralmente sul contrasto: da un lato l’umiltà del vicario, dall’altro l’impeccabile uniforme da Ufficiale della Guardia Reale che è costretto a indossare per “guarire” l’erede al trono. È il trionfo dell’equivoco, orchestrato nientemeno che con l’avallo di Papa Giovanni Paolo II, in una delle vette di surrealtà tipiche della scrittura di Sergio Corbucci.

L’equivoco del “Consulente Spirituale”

Il genio della narrazione esplode nel finale. Dopo balli di corte, incidenti diplomatici e tensioni mistiche, la missione sembra compiuta: il matrimonio tra la Principessa e il suo promesso sposo viene celebrato proprio da Don Vittorino. Ma la beffa è dietro l’angolo (o meglio, sotto la tonaca).

Il pubblico scopre, insieme a una Topazia decisamente rinvigorita, che la nomina di Don Vittorino a “consulente spirituale” è solo una copertura. Dietro l’aria mite e lo sguardo stralunato, il sacerdote nasconde doti fisiche “fuori misura” che lo rendono l’amante perfetto per la principessa, con buona pace del futuro marito e delle gerarchie ecclesiastiche.

Perché è un classico

In questo episodio, Pozzetto incarna perfettamente l’italiano medio che, pur travolto da eventi più grandi di lui, riesce sempre a cadere in piedi, possibilmente in un letto di seta. La sua capacità di restare imperturbabile davanti all’assurdo rende il personaggio di Don Vittorino una colonna portante della commedia a episodi.

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