Empoli-Juve-Stabia, storia di una sfida tra ferite storiche e il nuovo ruggito al Castellani


La storia di questo match vive di contrasti forti. Se è vero che le sfide legate ai ritorni in Serie B restano pietre miliari della memoria collettiva, gli archivi offrono capitoli diametralmente opposti, indispensabili per capire cosa significhi per una “Vespa” calcare il prato del Carlo Castellani.

Per trovare il precedente storico più dolce, bisogna tornare indietro di oltre trent’anni. È il 23 ottobre 1994, campionato di Serie C1. La Juve Stabia arriva in Toscana da sfavorita, ma la storia decide di prendere una piega diversa: in una partita di sofferenza e orgoglio, è un “graffio” di Bertuccelli a decidere l’incontro. Uno 0-1 esterno che consegnò alle Vespe un colpo pesantissimo, dimostrando che nessun fortino è inespugnabile per chi ha fame di vittoria.

Il calcio, però, sa essere un maestro severo e il 16 aprile 2013 la Juve Stabia conobbe la sua notte più buia. In un turno infrasettimanale giocato sotto i riflettori, l’Empoli – macchina da guerra trascinata da un tridente da massima serie composto da Saponara, Maccarone e Tavano – si impose con un sonoro 5-0. Una mazzata senza appello che rimane, ancora oggi, una delle sconfitte più pesanti e difficili da digerire della storia recente stabiese.

Quasi un anno dopo, il 29 marzo 2014, la storia sembrò offrire la chance del riscatto, ma l’esito fu amaro. Per la terza volta nella storia, il tabellino del Castellani recitò 2-1 per i toscani: il cuore gialloblù ci aveva provato con la rete di Zampano, prima che la legge dei soliti Maccarone e Tavano mettesse il punto esclamativo sul match.

Ma la storia recente ha saputo riscrivere le gerarchie e regalare una nuova impresa. Qualche mese fa, infatti, le Vespe guidate da Ignazio Abate hanno infranto i fantasmi del passato andandosi a prendere una vittoria da copertina per 1-2. Dopo il vantaggio iniziale dell’Empoli firmato da Lovato, la Juve Stabia ha tirato fuori il carattere delle grandi serate, ribaltando completamente il punteggio con le reti di Leone e Carissoni.

Per affrontare le sfide di oggi servono proprio gli occhi della tigre e quel filo conduttore che unisce lo spirito guerriero del 1994 al coraggio mostrato dai ragazzi di Abate.

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