Il calcio sa essere uno sport tremendamente cinico. Capace di trasformare in un battito di ciglia una vittoria legittima e ormai in cassaforte in una doccia gelata che lascia l’amaro in bocca. Il pareggio di Chiavari contro la Virtus Entella rientra esattamente in questa categoria: un’autentica beffa, ma anche un manifesto di quello che è il campionato di Serie B alle porte dell’autunno.
Un primo tempo da sonno e la scossa della ripresa
Sia chiaro: il primo tempo della squadra di De Giorgio non è stato certo una pagina da tramandare ai posteri. Dopo una sosta lunga, in campo si è vista una partita troppo simile a uno scontro salvezza contrassegnato da tensioni eccessive e ingiustificate, considerato che siamo soltanto agli inizi di ottobre. Tanti falli, nervi tesi e zero tiri in porta: sia Boer che Del Frate avrebbero potuto tranquillamente prendersi un caffè al bar senza che nessuno se ne accorgesse.
Poi, fortunatamente, la ripresa ha cambiato registro. La mossa tattica di lanciare la ripartenza perfetta con la cerniera Sibilli-Di Nardo ha sbloccato il match: splendida la giocata dell’ex Bari (figlio d’arte del Sasà che incantò Castellammare nel tridente delle meraviglie con Castaldo e Ingenito) e chirurgico il cambio piede del centravanti.
Episodi, Var e la scellerata gestione del finale
È qui che la partita della Juve Stabia avrebbe dovuto prendere una piega ben precisa. La squadra ha avuto le occasioni per chiuderla – prima con Kumi, poi con il capolavoro a giro del solito Di Nardo, vanificato da un fuorigioco geograficamente “stupido” ma decisivo di Piscopo.
Lì dove il gioco non ha chiuso la contesa, ci hanno pensato la direzione di gara e le leggerezze personali a compiere il disastro:
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La decisione arbitrale: È inaccettabile, all’epoca della tecnologia, assistere alla trasformazione di una clamorosa trattenuta su Kumi in una simulazione con tanto di ammonizione. Un abbaglio che ha portato anche all’espulsione di Stefanelli nel post-partita per proteste.
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La leggerezza del singolo: Non si può non sottolineare la frittata di Boer, che si lascia sfuggire dai guanti un traversone innocuo regalando a Giacomo Corona – altro figlio d’arte – il pallone del pari a porta sguarnita, quando persino il più ottimista dei tifosi liguri aveva ormai rassegnato le speranze.
Dal “rosso della rabbia” alla sfida con il Südtirol
C’è poco da dire: la Juve Stabia ha regalato un punto e ne ha persi due per strada. Ma se c’è un dato da cui ripartire è la reazione del gruppo e la presenza encomiabile dei tifosi stabiesi fuori sede, che hanno seguito le Vespe fino in Liguria facendosi sentire per novanta minuti.
Il cartellino rosso sventolato nel finale è la metafora perfetta del colore che oggi domina l’ambiente: il rosso della rabbia. Una rabbia sana, da spogliatoio ferito ma conscio del proprio valore. Adesso, però, non c’è tempo per piangersi addosso. Domenica al Menti arriva il Südtirol dell’ex Lovisa: serve trasformare l’amarezza di Chiavari in benzina pura e cattiveria agonistica per ritrovare la vittoria e spingere le Vespe dove meritano di stare.

