La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante arriva anche al porto commerciale di Napoli, dove alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan, provocando disagi alla circolazione anche sull’autostrada A1, nell’area di accesso alla città.
La mobilitazione si sta svolgendo in maniera pacifica, con gli autotrasportatori che hanno spiegato agli automobilisti le ragioni della protesta. Intanto cresce la preoccupazione per le conseguenze del blocco delle merci, soprattutto per i rifornimenti dei supermercati e le attività produttive della Campania.
Supermercati, allarme sui prodotti freschi
Le difficoltà nei trasporti stanno già avendo ripercussioni sulla distribuzione alimentare.
A margine di un incontro convocato presso la Prefettura di Napoli con le associazioni di categoria, Schiavo ha lanciato l’allarme sulla disponibilità dei prodotti freschi nei punti vendita.
Secondo quanto dichiarato all’Adnkronos, le consegne sarebbero ferme da venerdì e alcune catene di supermercati avrebbero segnalato scaffali pieni soltanto al 50%.
In particolare, frutta e verdura non sarebbero arrivate nella mattinata. Se i camion non dovessero riprendere regolarmente le consegne, nei prossimi giorni potrebbero verificarsi ulteriori difficoltà nel reperimento dei prodotti deperibili.
Imprese in difficoltà per i blocchi
A esprimere preoccupazione è anche Vittorio Genna, presidente di Unione Industriali Napoli, che richiama l’attenzione sulle conseguenze della protesta per il sistema economico locale.
Il blocco dei trasporti sta creando difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, con ripercussioni sia sulla distribuzione sia sulle imprese manifatturiere.
Genna sollecita un intervento delle istituzioni nazionali e locali per affrontare le criticità denunciate dalle associazioni di categoria, a partire dall’aumento del costo del gasolio.
Il timore è che il prolungamento delle interruzioni possa compromettere la continuità delle attività produttive, con conseguenze anche per i cittadini.
Agricoltura e pesca a rischio
Particolarmente delicata è la situazione del comparto agroalimentare.
Mariano Rago, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Campania, sottolinea come le imprese agricole siano già alle prese con l’aumento dei costi di carburanti, concimi, materie prime e imballaggi.
Pur riconoscendo le ragioni della protesta, Rago richiama la necessità di garantire il passaggio dei prodotti deperibili, come richiesto anche dal presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Raffaele Drei.
Frutta, verdura e ortaggi devono infatti rispettare tempi precisi di raccolta e distribuzione. Eventuali ritardi possono comprometterne la qualità e, nei casi più delicati, provocare la perdita della produzione.
Lo stesso problema riguarda il pescato, che deve raggiungere rapidamente i mercati.
Cresce la preoccupazione in Campania
Il blocco del varco Bausan rappresenta un ulteriore sviluppo della mobilitazione degli autotrasportatori, mentre aumentano le preoccupazioni per le forniture alimentari e la continuità delle attività economiche.
La questione riguarda non soltanto il settore dei trasporti, ma anche supermercati, aziende manifatturiere, agricoltori e operatori della pesca.
Al centro della protesta resta il caro gasolio, mentre le associazioni imprenditoriali chiedono risposte alle difficoltà del settore e misure per evitare ulteriori conseguenze sulla distribuzione delle merci.


