Fu una di quelle sfide destinate a rimanere scolpite a lungo nei ricordi della stagione. Allo Stadio Giovanni Zini di Cremona orgoglio e rimpianti si intrecciarono in un pomeriggio dal sapore agrodolce: le Vespe, visibilmente provate dalle fatiche di un campionato tiratissimo, dovettero arrendersi alla forza e al cinismo della Cremonese guidata da Giovanni Stroppa.
quella vittoria rappresentò il trampolino di lancio per i grigiorossi, che sulle ali dell’entusiasmo avrebbero poi completato l’opera conquistando la promozione nella finalissima contro lo Spezia. Per la Juve Stabia, invece, la trasferta in terra lombarda si trasformò in una resa amara ma piena di dignità.
L’episodio chiave: l’espulsione di Andreoni
La svolta del match arrivò nel momento di massimo sforzo. Il cartellino rosso sventolato ai danni di Andreoni ebbe per la squadra gialloblù il classico, spietato sapore della sentenza anticipata. In inferiorità numerica e con le energie fisiche e mentali ormai al lumicino, le Vespe non riuscirono a contenere il ritorno veemente dei padroni di casa.
La compagine di Stroppa alzò il ritmo, sfruttò gli spazi e portò a compimento un ribaltone spietato, ribaltando l’inerzia della gara e mettendo le mani su tre punti fondamentali per il prosieguo del proprio cammino.
L’abbraccio del pubblico e una stagione da applausi
Nonostante l’amarezza per il verdetto del campo e per un finale di gara da dimenticare, la risposta della piazza gialloblù fu straordinaria. Al rientro, tifosi e appassionati tributarono un lunghissimo e commosso applauso alla squadra, salutando e ringraziando i ragazzi per un’annata indimenticabile.
Il KO dello Zini non scalfì minimamente il valore di un percorso straordinario: quello della Juve Stabia rimase un campionato condotto ad altissimi livelli, chiuso con voti altissimi in pagella e la consapevolezza di aver regalato un sogno a un’intera città.


