«Da grande voglio fare l’archeologo» – Quante volte, da bambini, abbiamo pronunciato questa frase, lasciando correre la fantasia tra antiche civiltà, città sepolte e tesori da riportare alla luce? Un sogno ricorrente tra i bambini. Anch’io ho pronunciato quella frase quando, da bambina, studiando la Storia, ho scoperto il fascino di un passato capace di parlare ancora al presente.
“La ragazza dei Sassi”, romanzo di Armida Cioffi
È da un sogno simile che prende avvio il percorso di Anna Porro, protagonista del libro “La ragazza dei Sassi” di Armida Cioffi, edito da Infuga Edizioni, una storia che accompagna il lettore nella vita di una donna del Sud, attraverso le aspirazioni, le difficoltà e le trasformazioni di un’Italia che cambia.
Nella vita di Anna un incontro ne determina il futuro: quello con Rose Butler, la signora dai capelli rossi che Anna incontra quando,da bambina, si soffermava al cantiere nei pressi della chiesa di San Francesco d’Assisi, restandone incantata.
Rose diventa una figura centrale nella vita di Anna. Le regala libri, alimenta la sua curiosità e le insegna ad amare le pietre, a riconoscere in esse le tracce di un tempo lontano. Non le trasmette soltanto una passione, ma le offre la possibilità di immaginare per sé un futuro diverso.
In un contesto familiare tutt’altro che sereno, il sogno dell’archeologia rappresenta per Anna una prospettiva di libertà. La decisione di lasciare Matera e andare a studiare a Milano nasce anche da un desiderio di emancipazione, dalla necessità di allontanarsi da un ambiente che rischia di soffocare le sue aspirazioni.
Da Matera a Milano, il coraggio di essere donna
L’università segna una nuova tappa della vita di Anna. A Milano ritrova Rose Butler e si confronta con una realtà profondamente diversa da quella in cui è cresciuta. Si allarga il suo giro di amicizie, si aprono nuovi orizzonti e il mondo le si rivela in tutta la sua complessità.
Tuttavia, la strada verso l’autonomia non è priva di ostacoli. Anna scopre quanto possa essere difficile affermarsi quando si è donna e si proviene dal Sud. I pregiudizi diventano barriere da superare, ma l’orgoglio e la conoscenza del dolore, maturata anche attraverso il difficile rapporto con il padre, contribuiscono a forgiarne il carattere.
Anna non è disposta a rinunciare facilmente ai propri obiettivi. Cade, soffre, si rialza e continua a cercare il proprio posto nel mondo, senza smettere di confrontarsi con le ferite della famiglia d’origine che tenta ostinatamente di proteggere e risanare.
Cinquant’anni di storia italiana attraverso gli occhi di Anna
La vicenda personale della protagonista si intreccia con quella collettiva. Attraverso il suo percorso, Armida Cioffi ci accompagna in un cinquantennio di grandi rivolgimenti sociali e culturali: dalle lotte femministe degli anni Settanta agli anni di piombo, dall’evoluzione dei costumi ai cambiamenti che ridisegnano il ruolo delle donne nella società.
La Storia non rimane sullo sfondo, ma entra nella vita quotidiana, influenza le scelte individuali e contribuisce a definire il destino dei personaggi. Alcuni riferimenti a eventi e protagonisti della vita pubblica italiana stimolano la curiosità del lettore, invitandolo ad approfondire episodi che hanno segnato il nostro passato.
È uno degli aspetti interessanti del romanzo: la capacità di intrecciare la dimensione privata con quella pubblica, mostrando come le grandi trasformazioni storiche finiscano inevitabilmente per attraversare le esistenze delle persone comuni.
Le ferite del cuore e la conquista dell’autodeterminazione
Se sul piano professionale Anna trova nel lavoro e nella carriera una strada per affermarsi, sul piano sentimentale le cose sono più complicate. Le delusioni e le ferite la inducono, a un certo punto, a chiudere il proprio cuore per molti anni, dedicandosi anima e corpo alla professione.
È una forma di difesa, forse anche un modo per mantenere il controllo su una vita che più volte le ha riservato sofferenze. Il destino però, come spesso accade, ha in serbo circostanze capaci di modificare le sue prospettive.
Senza anticipare gli sviluppi della storia, è proprio questa continua evoluzione a rendere Anna un personaggio interessante: una donna che non smette di interrogarsi, che cerca di comprendere se stessa e gli altri e che, attraverso esperienze anche dolorose, conquista progressivamente la propria autodeterminazione.
I profumi di Matera e il richiamo di Pompei
Leggere “La ragazza dei Sassi” significa anche immergersi nei luoghi che ne accompagnano la narrazione. Di Matera si percepiscono i profumi, quelli delle ciambelle appena sfornate e delle orecchiette alla materana; si percorrono idealmente le sue strade ritrovando un’atmosfera fatta di memoria, tradizioni e legami familiari.
Eufrasia propose di festeggiare con un bel piatto di orecchiette alla materana che non cucinava da un bel po’. Bisognava preparare un sugo di agnello, aggiungere pecorino e mozzarella, e poi mettere in forno.
A Milano, città in continua crescita, grandi piazze, grandi magazzini e l’atmosfera bohèmien di Brera. E poi Pompei, protagonista anch’essa del racconto: un nome che, per chi sogna di diventare archeologo, evoca un mondo straordinario. Una città che custodisce nelle proprie rovine la potenza del tempo e la possibilità di restituire voce a chi ci ha preceduto.
La ragazza dei Sassi, un romanzo che racconta un’Italia ancora attuale
Ciò che colpisce maggiormente del romanzo è la sua attualità. L’Italia raccontata da Armida Cioffi appartiene in parte al passato, eppure molte delle dinamiche che emergono dalla narrazione sono ancora riconoscibili: i pregiudizi nei confronti delle donne, le differenze territoriali, la difficoltà di emanciparsi da contesti familiari complessi e la necessità di conquistare, giorno dopo giorno, il diritto di scegliere per sé.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro perché con un linguaggio lineare e coinvolgente Armida Cioffi racconta un Paese che ha attraversato profonde trasformazioni, ma che non ha ancora archiviato tutte le contraddizioni di ieri.
…davanti alla Statale si scatenarono scontri violenti tra gli studenti – che non avevano l’autorizzazione a manifestare – e la polizia che intervenne per sciogliere i picchetti.
Ne consiglio la lettura anche perché la storia di Anna invita a inseguire i sogni imparando a custodire le radici senza che esse rischino di diventare confini.


