Sequestrato il Sedil Dominova a Sorrento, storico edificio del XIV secolo situato nel cuore della città. Il provvedimento è stato eseguito oggi, 29 ottobre, dalla Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e dalla Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli. Al centro dell’inchiesta c’è l’utilizzo dell’immobile da parte della Società Operaia di Mutuo Soccorso, con l’ipotesi di reato di invasione di terreni o edifici pubblici.
L’edificio appartiene al Comune di Sorrento ed è sottoposto a vincolo di tutela storico-artistica.
Il provvedimento del Tribunale
Il sequestro preventivo è stato disposto dal Tribunale di Napoli, Sezione del Riesame, che il 16 ottobre ha accolto l’appello presentato dalla Procura di Torre Annunziata contro il precedente rigetto del giudice per le indagini preliminari.
L’obiettivo del provvedimento è impedire la prosecuzione della condotta contestata ed evitare un aggravamento delle sue conseguenze.
La controversia sull’immobile
La vicenda riguarda la disponibilità del Sedil Dominova da parte della Società Operaia di Mutuo Soccorso, associazione privata attiva sul territorio.
Il dirigente dell’Ufficio Patrimonio comunale aveva segnalato il protrarsi dell’occupazione dell’edificio, avviando le procedure per ottenerne il rilascio e intimando all’associazione di lasciare i locali entro dieci giorni.
L’intenzione era destinare il bene a iniziative culturali, consentendone l’utilizzo alle associazioni del territorio attraverso criteri di rotazione, trasparenza e pubblicità.
La società aveva tuttavia contestato la legittimità della richiesta, rifiutando di liberare l’immobile.
Le divergenze nel Comune
Dagli accertamenti sarebbe emerso anche un contrasto tra la dirigenza amministrativa comunale e la gestione commissariale straordinaria.
Secondo quanto riferito dalla Procura, il subcommissario straordinario aveva sostenuto che la diffida predisposta dal dirigente non fosse conforme agli indirizzi della gestione commissariale.
Il commissario aveva invece ribadito di aver disposto la preparazione di una convenzione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso, prevedendo un sistema di rotazione per l’utilizzo dell’edificio da parte delle associazioni locali.
Il dirigente dell’Ufficio Patrimonio aveva difeso la legittimità del proprio operato, rivolgendosi anche al Prefetto di Napoli e richiamando le competenze attribuite ai dirigenti dalla normativa sugli enti locali.
Il contratto di comodato
Un elemento centrale dell’indagine riguarda la scadenza del contratto di comodato, avvenuta il 23 dicembre 2024.
In una nota del 30 marzo 2026, l’ufficio legale del Comune aveva qualificato come abusiva l’occupazione dell’immobile da parte dell’associazione, proprio in considerazione della scadenza del contratto.
Il dirigente comunale aveva inoltre segnalato di aver ricevuto una comunicazione di avvio di procedimento disciplinare, senza che fosse indicata la relativa contestazione.
Le pressioni denunciate
Secondo il comunicato della Procura, lo stesso dirigente aveva riferito di aver subito ripetute pressioni da parte del commissario straordinario affinché concedesse l’utilizzo del Sedil Dominova alla società senza ricorrere a una procedura di evidenza pubblica.
Si tratta di circostanze riportate nell’ambito dell’inchiesta, che restano distinte dall’accertamento definitivo di eventuali responsabilità.
Con l’accoglimento dell’appello della Procura di Torre Annunziata, il Tribunale del Riesame ha quindi disposto il sequestro preventivo dello storico edificio di Sorrento.


