Juve Stabia, l’ex gialloblù Riccardo Cazzola ricomincia dalla panchina


C’è un pezzo di storia della Juve Stabia che si appresta a iniziare un capitolo tutto nuovo, questa volta a bordo campo. Riccardo Cazzola, indimenticato centrocampista che ha vestito la maglia delle Vespe in Serie B, è ufficialmente il nuovo allenatore della San Paolo, compagine sarda pronta a dare battaglia nel prossimo campionato di Prima Categoria.

Quegli anni ruggenti a Castellammare

Per i tifosi della Juve Stabia, il nome di Cazzola evoca ricordi di battaglie sportive di altissimo livello. Arrivato a Castellammare nel 2010 il centrocampista veneto si impose rapidamente come un pilastro della mediana gialloblù sotto la guida di Piero Braglia, conquistando prima la Coppa Italia di Lega Pro, poi il campionato nel 2011 e mesi successivi in Serie B prima di volare a Bergamo.

Quell’esperienza nel feudo del Romeo Menti fu il definitivo trampolino di lancio per Cazzola, che proprio grazie alle ottime stagioni in Campania riuscì a coronare il sogno della Serie A.

Dalla Primavera della Torres alla San Paolo: la nuova sfida

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo al termine di una lunghissima carriera tra i professionisti, Cazzola ha subito intrapreso la strada della panchina. L’apprendistato è iniziato nel settore giovanile, ricoprendo il ruolo di vice-allenatore di Marco Sanna nella Primavera della Torres. Ora, per l’ex centrocampista classe ’85, è arrivato il momento del grande salto alla guida di una prima squadra.

La San Paolo ha scelto di affidargli le chiavi del proprio progetto tecnico, puntando forte sul suo carisma, sulla sua preparazione tattica e sul bagaglio di esperienza accumulato in vent’anni di calcio ad altissimi livelli.

“Persona seria, preparata e dotata di un’ottima comunicazione, mister Cazzola ha accettato con entusiasmo la proposta della società” – si legge nella nota ufficiale del club gialloblù, un accostamento cromatico che ai tifosi stabiesi non può che far piacere.

A Castellammare, dove la passione per il calcio non si spegne mai, in molti seguiranno con affetto e un pizzico di nostalgia i primi passi da “capo allenatore” di un calciatore che ha sempre sputato sangue per la maglia delle Vespe. In bocca al lupo, Mister!

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