Allegri per fare fronte alle numerose assenze per infortunio decide di cambiare modulo, inserendo Badiashile in difesa assieme a Rrhamani e Marin, e spostando De Bruyne in cabina di regia per sostenere un tridente offensivo, nel quale Neres e Lang ritrovano spazio con Hojlund punta centrale. Per merito anche del Frosinone di Alvini, che predilige un atteggiamento offensivo viene fuori una bella partita, che diverte i tanti tifosi del San Paolo Maradona, che hanno modo di dimenticare qualche amarezza delle gare precedenti e anche la pioggia delle ultime ore. Il Napoli in effetti gioca benissimo, grazie alle invenzioni di De Bruyne per gli attaccanti, che avrebbero potuto segnare tutti.
Invece Hojlund colpisce il palo e si fa parare il rigore non nettissimo, che si era saputo conquistare e poi comunque realizzato da De Bruyne nella seconda esecuzione decisa dal var per l’irregolarità del movimento dello stesso Palmisani, portiere titolare nella nazionale under 21 di Baldini. Il rapper olandese finalmente mette in campo dinamismo e qualità e riesce a segnare il secondo gol in maglia azzurra dopo quello di novembre della scorsa stagione, prima che andasse in Turchia, sfruttando l’inserimento di capitan Di Lorenzo in fase offensiva. Invece Neres, pur facendo bene negli inserimenti, riesce solo a sfiorare la porta in diverse circostanze dopo ripartenze determinate e spettacolari, sia alla fine della prima frazione,che all’inizio della seconda. La squadra ciociara nel primo tempo tira diverse volte specialmente con l’ex regista dello Stabia, Giacomo Calò, ma non riesce mai ad inquadrare la porta. Alvini dopo l’intervallo decide di inserire Terzic per aumentare la densità a centrocampo a cospetto di un Napoli molto pungente ed efficace. In effetti il Frosinone con Raimondo e i due esterni di marca georgiana ed algerina prova a rendersi pericoloso, ma le parate le fa sempre e solo Palmisani.
Poco prima di metà ripresa Allegri fa assaporare di nuovo il campo a Mc Tominay dopo l’operazione al cuore per una aritmia benigna e inserisce pure Lucca per fare respirare Neres e Hojlund in vista dell’impegno di Champions di martedì a Villareal. Alvini risponde con Bobcek e Fini al posto di Raimondo e Ghedjemis, ma è sempre il Napoli ad avere le occasioni migliori. Finalmente Meret riesce a sporcarsi i guanti, respingendo una conclusione dell’austriaco Schmid, poco prima che Allegri decidesse di fare entrare Gilmour e Giovane al posto di Lobotka e Lang. Alvini risponde dopo che Palmisani para una conclusione del redivivo Mc Tominay con l’ingresso di Cichella, anche lui nazionale under 21 come Fini, al posto di Bracaglia. Nel finale Allegri fa entrare pure Politano al posto di un generoso Spinazzola, che ha interpretato bene il ruolo di cursore sinistro a centrocampo. L’ultimo cambio della partita è l’ingresso dell’ex napoletano Zerbin al posto di Schmid, ma nel Frosinone, anzi direi in generale, è Fini il calciatore più propositivo di una ripresa sicuramente meno interessante del primo tempo.
Nel recupero comunque arriva il terzo gol sull’asse Giovane De Bruyne, che realizza una doppietta dopo quella in nazionale belga con la Turchia, ma quello che contava per il Napoli era soprattutto il risultato pieno, che peraltro è stato ottenuto con una certa facilità contro un avversario rispettabile, capace di battere il Como. In vista dell’impegno in Spagna di Champions Allegri può essere soddisfatto del recupero di Mc Tominay e Giovane, mentre fallisce ancora una volta il tentativo di convincere Lucca di poter essere utile alla squadra, nonostante una giocata difensiva, apprezzata dal pubblico dopo qualche fischio per gli errori precedenti, non nuovi in attacco.

