Se c’è un personaggio che ha segnato in modo indelebile la cultura pop e l’universo cinematografico del pugilato, quello è Apollo Creed. Interpretato magistralmente dall’indimenticabile Carl Weathers, Apollo non è stato soltanto il primo storico avversario di Rocky Balboa, ma la vera scintilla che ha dato vita a una delle saghe più amate della storia del cinema.
L’icona del successo e lo “Stallone Italiano”
Presentato nel film capostipite del 1976 (Rocky), Apollo Creed è il campione del mondo dei pesi massimi in carica: carismatico, elegante, un maestro dello show business e imbattuto sul ring. In occasione del Bicentenario degli Stati Uniti, Apollo organizza un match esibizione a Philadelphia dando la possibilità a uno sconosciuto pugile locale di sfidarlo. La scelta ricade su Rocky Balboa, attratto dal suo suggestivo soprannome: “Lo Stallone Italiano”.
Quella che doveva essere una semplice passerella mediatica si trasforma in una guerra. Al primo round Apollo viene mandato al tappeto per la prima volta in carriera, comprendendo che il match sarà una battaglia all’ultimo sangue. Sebbene vincerà ai punti conservando la cintura, Apollo esce dallo scontro visibilmente provato nello spirito e nel fisico.
Dalla rivincita all’amicizia fraterna
Nel 1979, in Rocky II, l’ossessione di dimostrare al mondo di essere nettamente superiore a Balboa spinge Creed a pretendere un match di rivincita. Sarà un altro scontro titanico che si concluderà al 15º round con la vittoria di Rocky per fuori tempo e la conseguente perdita del titolo da parte di Apollo.
La vera svolta del personaggio arriva però in Rocky III (1982). Dopo la morte dello storico allenatore Mickey e la rovinosa sconfitta di Balboa contro il tremendo Clubber Lang, è proprio Apollo a rialzare lo “Stallone Italiano”. Diventando il suo allenatore, gli insegna lo stile, la velocità e la celebre “occhio del tigre”. Tra i due nasce un’amicizia profonda e viscerale, coronata dal famoso e intimo terzo incontro a porte chiuse in una palestra vuota.
La tragedia in Rocky IV e il mito che vive in Creed
Nel 1985 (Rocky IV), spinto dall’orgoglio e dal desiderio di tornare sotto i riflettori, Apollo decide di affrontare in un’esibizione il colosso sovietico Ivan Drago. Nonostante gli avvertimenti di Rocky, Creed sale sul ring con la solita spettacolarità, ma l’incontro prende subito una piega drammatica. Drago martella spietatamente il vecchio campione che, rifiutando di gettare la spugna, muore tra le braccia di Rocky. La sua tragica scomparsa diventerà la motivazione principale per il match di vendetta di Balboa a Mosca.
L’eredità di Apollo non si è spenta con la sua morte. Decenni dopo, il suo spirito vive attraverso il figlio illegittimo Adonis Creed (Michael B. Jordan), protagonista della trilogia spin-off Creed, dove il ricordo e l’insegnamento del grande campione continuano a guidare le nuove generazioni di pugili.


