Nel 2006, a sedici anni di distanza dal quinto capitolo della saga, Sylvester Stallone tornò sul grande schermo per dare una degna conclusione alla storia del suo personaggio più iconico con il film Rocky Balboa. Per rendere il ritorno sul ring del leggendario “Stagione d’Italiano” il più autentico e realistico possibile, Stallone prese una decisione chiara: lo scontro finale doveva essere contro un vero pugile professionista.
Nacque così la figura di Mason “The Line” Dixon, l’indiscusso e imbattuto campione del mondo dei pesi massimi dell’era moderna.
Chi è Mason Dixon nel film?
All’interno della trama di Rocky Balboa, Mason Dixon è un campione dominante ma incompreso dal pubblico e dalla critica. Nonostante la sua striscia di successi e un talento indiscutibile, i tifosi lo considerano un pugile privo di avversari all’altezza e privo del “cuore” dei grandi del passato.
È proprio per dimostrare il suo valore e la sua tempra che Dixon accetta la sfida di un’esibizione contro l’ormai sessantenne Rocky Balboa, nata da una simulazione al computer che aveva catturato l’attenzione dei media.
Dietro le quinte: da Roy Jones Jr. ad Antonio Tarver
Per il ruolo di Dixon, la primissima scelta di Sylvester Stallone fu Roy Jones Jr., una delle leggende assolute del pugilato mondiale. Tuttavia, Jones non rispose alle chiamate del regista e attore, portando la produzione a virare su Antonio Tarver, all’epoca campione del mondo in carica dei pesi mediomassimi.
Per interpretare il sovrano dei pesi massimi, la preparazione di Tarver richiedette sforzi notevoli sia fisici che tecnici:
L’aumento di peso: Trattandosi di un mediomassimo naturale, Tarver dovette prendere circa 10 chili di massa in sole cinque settimane per raggiungere il stazza da peso massimo richiesta dal copione.
La coreografia del ring: Come raccontò il co-produttore Guy Reidel, la sfida per un vero pugile non era saper tirare pugni, ma imparare la coreografia necessaria affinché ogni colpo rispondesse perfettamente alle esigenze drammatiche del cinema.
Tensioni sul set: Non mancarono i momenti di attrito. Secondo quanto rivelato da Stallone, poco prima dell’inizio delle riprese Tarver pretese un compenso economico maggiore. Per sbloccare la situazione e far partire la produzione, Stallone decise di cedere una parte significativa del proprio compenso personale per pagare il pugile.
L’eredità di un grande rivale
Con la sua prestazione sportiva e recitativa, Antonio Tarver è riuscito a regalare al pubblico un antagonista credibile, moderno e tridimensionale. Mason Dixon si inserisce così con merito nella galleria dei grandi rivali della saga — accanto a nomi immortali come Apollo Creed, Clubber Lang, Ivan Drago e Tommy Gunn — regalando ai fan della boxe e del cinema uno scontro finale intenso, epico e toccante.


