Serata di grande jazz e di emozioni forti ieri sera al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli, dove Gonzalo Rubalcaba ha presentato live Gonzalo Plays Pino, il progetto dedicato alla musica di Pino Daniele che inaugura la sessione autunnale della XXXI edizione di Pomigliano Jazz in Campania.
A introdurre il concerto Federico Vacalebre, che ha esaltato il valore internazionale del progetto: l’album Gonzalo Plays Pino, uscito nel dicembre 2025 per Itinera / Pirames International, è infatti fresco di nomination ai Latin Grammy 2026 nella categoria Best Latin Jazz / Jazz Album, un riconoscimento che conferma la portata artistica dell’operazione.
Vacalebre non ha mancato di lanciare una piccola polemica, condivisa da molti in sala, sul personaggio di Pino Daniele nel recente film Je So’ Pazz’: secondo lui e moltissimi estimatori e conoscenti del vero Pino, l’interpretazione cinematografica avrebbe un po’ maltrattato la figura del cantautore, restituendone un’immagine edulcorata e lontana dalla sua complessità umana e musicale.
Poi le luci si sono abbassate e L’Avana ha incontrato Napoli. Gonzalo Rubalcaba, tra le figure più influenti del latin jazz contemporaneo, ha scelto Napoli non solo come luogo ma come lingua, affidandosi volutamente a una band tutta partenopea.
La formazione sul palco: Gonzalo Rubalcaba (pianoforte e tastiere) Daniele Sepe (sassofono) Maria Pia De Vito (voce) Aldo Vigorito (contrabbasso) Giovanni Francesca (chitarra) Claudio Romano (batteria) Giovanni Imparato (percussioni).
Momento di grande intensità quando Daniele Sepe ha introdotto il secondo brano della scaletta, Chi tene ‘o mare, dedicandolo anche a James Senese, l’altro grande sassofono nero di Napoli, fratello di musica e di strada di Pino Daniele, ricordandone la lezione di blues, libertà e resistenza. Un omaggio che il pubblico ha salutato con un’ovazione.
Questa la serie di brani eseguiti nella serata al Mediterraneo:
Cumbà
Chi tene ‘o mare – dedica di Daniele Sepe a James Senese
Gesù Gesù (voce Maria Pia De Vito)
Maggio se ne va (voce Maria Pia De Vito)
Quando (voce Maria Pia De Vito)
Pace e serenità
Toledo
Sicily
Lazzari felici
Tutta n’ata storia
Bis: Napule è (reprise strumentale- Gonzalo e Sepe)
Il cuore emotivo della serata è stato il trittico vocale di Maria Pia De Vito: la preghiera laica di Gesù Gesù, la sospensione poetica di Maggio se ne va, resa con un fraseggio che ha fatto trattenere il fiato alla sala e l’intimità struggente di Quando, trasformata in una ballad nello stile di Maria Pia De Vito con la sua libertà improvvisativa.
Un concerto che non è stato un semplice tributo, ma un vero atto d’amore filologico. Due isole, due mari, una sola musica per dire che tutto ciò che ci ha regalato e lasciato Pino Daniele sarà eternamente fonte di ispirazione per tutti i musicisti del mondo.
Gallery a cura di Giovanni Esposito ph.

































