Una rivisitazione brillante, moderna e travolgente del mito creato dalla penna di Maurice Leblanc. Lupin, serie di punta del catalogo Netflix, vede uno straordinario Omar Sy vestire i panni di Assane Diop, un geniale truffatore contemporaneo che fa del leggendario Arsenio Lupin la sua guida e fonte d’ispirazione. Ma dietro le quinte di furti spettacolari ed eleganti inganni non si nasconde la semplice brama di ricchezza: quella di Assane è, prima di tutto, una disperata ed elaborata ricerca di giustizia.
Il trauma del passato e il peso della vendetta
La vita di Assane viene segnata per sempre durante l’adolescenza dalla tragica scomparsa del padre, Babakar Diop (Fargass Assandé). L’uomo, impiegato come autista per conto di Hubert Pellegrini (Hervé Pierre) — spietato e potentissimo uomo d’affari francese —, viene accusato del furto di un preziosissimo gioiello appartenente alla famiglia. Spinto a confessare un reato mai commesso, Babakar muore in carcere, lasciando il giovane Assane convinto della sua innocenza e determinato a punire i veri responsabili.
Per affrontare un nemico dai mezzi illimitati, Assane deve trasformarsi in un camaleonte: un uomo dai mille volti, capace di indossare identità fittizie, manipolare gli eventi e orchestrare piani complessi. Il punto di svolta arriva quando la collana della discordia riappare al Museo del Louvre. Fingendosi un facoltoso acquirente pronto a tutto pur di aggiudicarsela all’asta, Assane mette a segno un colpo da maestro, sostituendo l’originale con un falso perfetto ed entrando ufficialmente in guerra con la famiglia Pellegrini.
Affetti, intrecci e doppi giochi
Oltre all’azione e all’ingegno, la serie scava a fondo nelle relazioni personali del protagonista:
La famiglia: il profondo legame con l’ex moglie Claire (Ludivine Sagnier) e l’amore viscerale per il figlio Raoul rappresentano il vero ancoraggio emotivo di Assane.
I Pellegrini: oltre alla figura del patriarca Hubert, emerge il complesso rapporto con la figlia Juliette (Clotilde Hesme), una figura all’apparenza secondaria ma destinata ad acquisire un peso centrale nello scacchiere della vicenda.
La caccia all’uomo: la polizia e i sospetti
Non c’è storia di guardie e ladri senza una controparte investigativa. A guidare le indagini sul colpo al Louvre c’è il capitano Romain Laugier (Vincent Londez), affiancato dall’intuitivo agente Youssef Guedira (Soufiane Guerrab). Quest’ultimo è l’unico a intuire il 𝑞𝑢𝑖𝑑 creativo dietro i furti e il legame con i romanzi di Leblanc, pur venendo costantemente sottovalutato dai colleghi. A complicare il quadro si inseriscono figure corrotte all’interno delle forze dell’ordine, legate a doppio filo al passato di Assane e ai giochi di potere di Pellegrini.
Perché guardarla
Senza svelare i tanti colpi di scena che ritmano la narrazione, Lupin si conferma un prodotto veloce, fresco e appassionante. Tra ritmo serrato, sequenze d’azione ed elementi comici garantiti dal carisma travolgente di Omar Sy, la serie regala un intrattenimento brillante in grado di conquistare dal primo all’ultimo minuto.


