Tanta quantità, movimenti continui a dettare il passaggio e un’impronta da leader vero. La trasferta di Empoli restituisce alle “Vespe” un Leonardo Candellone in formato deluxe. Il capitano della Juve Stabia è tornato a indossare una maglia da titolare, riprendendosi il centro dell’attacco gialloblù con una prestazione di altissimo spessore, fatta di generosità, sacrificio e colpi da grande attaccante.
Una prova di sostanza che conferma, ancora una volta, quanto il centravanti sia una pedina importante nello scacchiere tattico di Pietro De Giorgio e un punto di riferimento imprescindibile per lo spogliatoio stabiese.
La perla e il duello con Seghetti
Il grande rimpianto del match, ma al contempo la fotografia della sua prestazione maiuscola, si materializza a un passo dal duplice fischio della prima frazione.
È il 44′ del primo tempo quando Candellone si accende sulla trequarti: il capitano libera il destro e lascia partire una conclusione terrificante da fuori area. Una vera e propria “botta” micidiale diretta all’incrocio dei pali, che costringe il portiere di casa Seghetti a un intervento prodigioso e spettacolare per deviare la palla in calcio d’angolo e negare al capitano stabiese la gioia del goal. Un gesto tecnico di straordinaria potenza che ha fatto trattenere il fiato a tutto lo stadio.
Il valore del capitano per De Giorgio e le Vespe
Al di là dell’episodio sfortunato, la gara di Candellone è stata un trattato di spirito di sacrificio. Tanto movimento su tutto il fronte d’attacco, sportellate con i centrali difensivi empolesi, sponde continue per i compagni e un lavoro di raccordo fondamentale per far salire la squadra nei momenti di maggiore pressione.
Per mister Pietro De Giorgio, ritrovare il miglior Candellone dal primo minuto rappresenta una notizia eccellente. Il tecnico sa di poter contare non solo sulle qualità balistiche e fisiche del suo centravanti, ma anche sullo spessore morale di un capitano capace di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti chiave e di guidare il gruppo con l’esempio. Le “Vespe” ripartono da Empoli con la consapevolezza di avere un leader ritrovato: la strada tracciata è quella giusta.


