Quando nel 1990 Rocky V arrivò nelle sale cinematografiche, la saga creata da Sylvester Stallone era giunta a una svolta decisiva. Dopo i toni trionfali e patinati di Rocky IV, la pellicola decise di riportare il “Stallone Italiano” alle sue radici stradali e popolari a Philadelphia. Ma ogni capitolo di Rocky necessita di un grande antagonista e, in questo quinto episodio, la vera minaccia non fu rappresentata soltanto dal giovane ed egoista pugile Tommy Gunn, bensì dall’uomo nell’ombra che ne tirava i fili: George Washington Duke, interpretato magistralmente da Richard Gant.
La satira spietata del business della boxe
Il personaggio di George Washington Duke non nasce dal nulla. Con il suo stile sgargiante, il linguaggio forbito, la parlantina inarrestabile e un’avidità senza scrupoli, Duke fu costruito come una chiarissima ed esplicita parodia del celebre promoter Don King, figura dominante e controversa della boxe mondiale tra gli anni ’70 e ’90.
Se nei primi capitoli della saga gli avversari di Rocky rappresentavano sfide sportive, ideologiche o atletiche (Apollo Creed, Clubber Lang, Ivan Drago), George Washington Duke incarna la corruzione morale e lo sfruttamento economico dello sport. Non è un pugile: il suo guantone è il contratto, il suo ring è la sala stampa, e la sua arma è il denaro.
L’interpretazione di Richard Gant
A dare corpo e voce a questo spietato burattino fu Richard Gant, attore caratterista dal talento eccezionale e dalla presenza scenica imponente. Gant riuscì a infondere al personaggio un magnetismo unico: elegante nei suoi abiti su misura, sorridente ma viscido, capace di passare dalla falsa ammirazione al disprezzo più assoluto nel giro di un istante.L’interpretazione di Gant rese Duke odioso al punto giusto, trasformandolo nell’antagonista principale percepito dal pubblico.
Il catalizzatore del conflitto drammatico
All’interno della trama di Rocky V, Duke è l’elemento scatenante della frattura tra Rocky e Tommy Gunn. Approfittando della precaria situazione economica di Balboa e del desiderio di gloria di Gunn, Duke manipola il giovane sfidante, staccandolo dal suo mentore con promesse di ricchezza, auto di lusso e riflettori.
Il climax del film porta Duke a tentare l’ultimo azzardo: costringere Rocky a salire nuovamente sul ring per un match ufficiale da lui organizzato. Tuttavia, la risposta di Balboa non arriverà all’interno di un’arena milionaria gestita da Duke, ma in uno scontro di strada fuori da un bar di quartiere. Quando Tommy Gunn viene sconfitto davanti alle telecamere e Duke prova a intimidire Rocky minacciando di denunciarlo, l’iconico pugno di Rocky scaglia il promoter sul cofano di una macchina, regalando al pubblico uno dei momenti di catarsi più appaganti dell’intera saga.
L’eredità del personaggio
Anche se Rocky V ha diviso la critica e i fan all’epoca della sua uscita, la performance di Richard Gant nei panni di George Washington Duke rimane uno dei punti di forza indiscutibili del film. Gant è riuscito a raccontare il lato oscuro del sogno americano, mostrando come l’avidità possa tentare di distruggere i valori di lealtà e famiglia rappresentati da Rocky Balboa.


