A quarant’anni dalla pubblicazione dell’opera, Enrico Ianniello e Fabrizia Sacchi rendono omaggio al drammaturgo stabiese Annibale Ruccello con una rilettura a due voci di “Mamma. Piccole tragedie minimali”. Quattro racconti, pochi oggetti e una straordinaria intensità interpretativa per riscoprire l’attualità della tradizione teatrale partenopea.
Da Napoli a Castellammare, omaggio a Annibale Ruccello, maestro della drammaturgia
Nel 1986, poco prima della sua prematura scomparsa, Annibale Ruccello pubblicava “Mamma. Piccole tragedie minimali”, un’opera destinata a lasciare un segno profondo nella drammaturgia contemporanea. Quarant’anni dopo, il teatro torna a rendere omaggio all’autore stabiese con una nuova messinscena firmata da Enrico Ianniello che ne cura la regia e porta in scena una personale rilettura del testo insieme a Fabrizia Sacchi.
La tournée prende il via da Napoli, con la prima nazionale del 24 settembre alla Sala Assoli – Enzo Moscato per approdare il 14 ottobre al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, città natale di Ruccello. Una tappa dal valore particolare in cui, il ritorno dell’opera, si carica di un significato che va oltre la dimensione teatrale, rinsaldando il legame tra il drammaturgo e il territorio che ne custodisce la memoria.
Mamma. Piccole tragedie minimali: Quattro racconti, due voci e molteplici identità
Tradizionalmente concepito come un monologo a episodi nel quale un unico interprete dà corpo a personaggi differenti, “Mamma. Piccole tragedie minimali” trova nella versione di Ianniello una nuova forma espressiva. La presenza di Fabrizia Sacchi trasforma, infatti, la struttura originaria in un incontro a due voci, capace di restituire nuove sfumature ai personaggi e alle vicende narrate.
Sono quattro i racconti scelti per questa messinscena: Fiabe, Maria di Carmela, Mal di denti e La Telefonata. Quattro frammenti di umanità che, attraverso la scrittura incisiva di Ruccello, conducono lo spettatore in un universo fatto di quotidianità, credenze, solitudini e inquietudini. Un mondo in cui il comico e il tragico si sfiorano continuamente, rivelando le contraddizioni più profonde dell’animo umano.
La forza del teatro nella sottrazione scenica
La scena rinuncia a ogni apparato superfluo e affida agli oggetti il compito di evocare ambienti, atmosfere e significati. Al centro, un grande catino affiancato da due più piccoli accompagna Fiabe. Per Maria di Carmela basta solo un tavolino, trasformato in una sorta di altare votivo con una statua della Madonna e numerose candele accese, a richiamare una dimensione sospesa tra devozione e follia. Un ferro da stiro diventa l’elemento caratterizzante di Mal di denti, mentre un telefono cellulare è sufficiente a introdurre il mondo de La Telefonata.
Pochi oggetti, dunque, e nessuna scenografia elaborata. Così come nella precedente ed apprezzata interpretazione di Ianniello ne “La prodigiosa vita di Iidoro Sifflottin”, a riempire lo spazio sono solo le voci, i gesti e le trasformazioni degli interpreti. È qui che si misura la forza delle proposte di Ianniello: restituire centralità alla parola e all’attore, lasciando che sia il testo a costruire, nell’immaginazione del pubblico, ogni luogo e ogni situazione.

Mamma-di-A.Ruccello-Regia-Enrico-Ianniello-ph©Pino-Miraglia
La biblioteca di Annibale Ruccello a Castellammare
La serata al Teatro Karol ha offerto anche l’occasione per guardare al futuro della memoria culturale legata al drammaturgo. Giovanni Petrone di Casa del Contemporaneo, ha, infatti, annunciato in anteprima la possibilità che la biblioteca di Annibale Ruccello possa tornare a Castellammare di Stabia, pur rimanendo la responsabilità scientifica affidata all’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Un’eventualità di grande rilievo per la città e per gli studiosi che potrebbe contribuire a restituire al territorio un patrimonio prezioso, rendendo ancora più saldo il rapporto tra Ruccello, la sua opera e la comunità stabiese.
Una scrittura che, a distanza di quarant’anni, resta attuale
Il sodalizio artistico tra Enrico Ianniello e Fabrizia Sacchi si rivela convincente e intenso. I due interpreti attraversano i quattro episodi con sensibilità e misura, restituendo tutta la complessità di una scrittura che, a distanza di quarant’anni, conserva intatta la propria capacità di interrogare il presente.
L’accoglienza calorosa e gli applausi di un pubblico entusiasta confermano il valore di un’operazione che non si limita a celebrare un autore, ma ne riporta in vita la voce, dimostrando quanto il suo teatro sia ancora capace di emozionare e sorprendere.
A Castellammare “Mamma. Piccole tragedie minimali” diventa così molto più di una rappresentazione: è un ritorno alle radici, un dialogo con la memoria e una nuova occasione per riconoscere, attraverso il talento di due interpreti, la vitalità inesauribile del teatro partenopeo.
Casa del Comtemporaneo, un teatro vivo, capace di parlare al presente
Casa del Contemporaneo inaugura così il ricco cartellone pensato per la nuova stagione del Teatro Karol confermando ancora una volta l’importanza di operare scelte capaci di intrecciare memoria e contemporaneità, attenzione al territorio e apertura alla ricerca al fine di restituire al pubblico un teatro vivo e capace di parlare al presente.
Prossimo appuntamento: 𝗔𝗹𝗹’𝗼𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗲 di e con 𝗧𝗼𝗻𝘆 𝗟𝗮𝘂𝗱𝗮𝗱𝗶𝗼 voce recitante, canto e chitarracon 𝗙𝗲𝗿𝗿𝘂𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗦𝗽𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶 contrabbasso, direzione tecnica 𝗟𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗕𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗺𝗮𝗻𝘇𝗶, produzione 𝘾𝙖𝙨𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙤𝙣𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤𝙧𝙖𝙣𝙚𝙤.
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