Un’impresa destinata a rimanere scolpita a lettere d’oro nella storia del calcio inglese. Il più classico dei giant killing si è consumato nel quarto turno di Carabao Cup: il Fleetwood Town, formazione che naviga al diciottesimo posto in League Two (la quarta serie del calcio oltremanica), ha clamorosamente eliminato l’Arsenal di Mikel Arteta ai tiri di rigore.
A rendere il contorno di questo incredibile successo ancora più suggestivo è il nome della cornice che lo ha ospitato. I Gunners sono infatti caduti all’Highbury Stadium di Fleetwood, un impianto che per pura coincidenza omonima evoca il passato più glorioso e nostalgico della sponda nord di Londra, trasformandosi per una notte in un vero e proprio teatro degli incubi.
Il verdetto del campo è di quelli che fanno tremare il tabellone della competizione. I campioni in carica della Premier League — attualmente in vetta al massimo campionato in coabitazione con il Manchester City — nonché finalisti uscenti della Carabao Cup, abbandonano la corsa per mano di una squadra sulla carta nettamente sfavorita.
Per il Fleetwood Town è la notte della vita; per l’Arsenal di Arteta, una lezione memorabile che dimostra ancora una volta come il fascino delle coppe inglesi non si smentisca mai.


