Gioco, goal e personalità: a Formello va in scena la miglior Juve Stabia della sosta


C’erano una volta le amichevoli autunnali a ritmi blandi, utili soltanto per mettere minuti nelle gambe e far ruotare la rosa. Poi c’è il pomeriggio di Formello, dove la Juve Stabia di mister De Giorgio decide di scrivere una pagina di calcio vero, imponendo il proprio gioco, le proprie idee e un’audacia sfrontata sul campo della Lazio capolista della Serie A (al comando della classifica in coabitazione con Inter e Roma). Il 3-3 finale non è soltanto un risultato di prestigio: è la fotografia di una squadra che ha impegnato seriamente la prima della classe, realizzando tre reti di pregevole fattura e sfiorandone altrettante nel corso dei novanta minuti.

I primi 45 minuti hanno offerto risposte tattiche immediate e di spessore. De Giorgio lancia dal primo minuto Vismara tra i pali e un brillante Kumi nella linea mediana, e la risposta sul campo è un doppio ricucimento di personalità: ai vantaggi biancocelesti firmati di testa da Noslin e poi da Zaccagni, le Vespe reagiscono senza scomporsi. Prima la zampata d’area di Davide Buglio e poi la magia di Fabio Maistro — autore di una conclusione splendida e chirurgica su cui Motta non ha potuto davvero nulla — fissano il meritato 2-2 all’intervallo.

La ripresa ha messo a nudo la bontà del lavoro svolto sull’intera rosa. Mentre il Campione del Mondo Gennaro Gattuso attende il quarto d’ora finale prima di attuare la rotazione dei suoi, De Giorgio rivoluziona l’undici iniziale e ottiene una risposta straripante. Lo Stabia si esprime a tratti persino meglio della Lazio: colpisce un legno con Candellone, impegna a più riprese il subentrato Renzetti con le sventate di Artioli e trova il gol del 2-3 con una gemma d’autore. La firma è proprio di Sanà Fernandes, il gioiello di proprietà della società di Lotito, capace di incantare con una giocata d’alta scuola.

Nemmeno dal dischetto la capolista di Serie A riesce a scardinare la resistenza campana, con Pietro Boer strepitoso nel neutralizzare il rigore di Pinamonti. Soltanto un’amnesia clamorosa dello stesso estremo difensore, che regala al centravanti laziale il pallone del definitivo 3-3 a porta vuota, permette ai padroni di casa di evitare la sconfitta. Nel finale c’è spazio anche per la freschezza dei giovani Sorace e Canali, bravi a mettersi in mostra con giocate d’autorità.

Questa amichevole di Formello si chiude lasciando un’eredità pesante e densa di speranze per i tifosi stabiesi. Al di là del prestigio dell’avversario e del punteggio, la sosta restituisce una Juve Stabia viva, dotata di un gioco offensivo fluido, un centrocampo perfettamente assestato sia nella schermathura difensiva che nelle trame propositive, e individualità di classe superiore come Maistro e Sanà Fernandes. Armi affilate che si preannunciano fondamentali già per la ripresa del campionato, a partire dalla delicata trasferta di Chiavari fino al ritorno tra le mura amiche del Menti contro il Südtirol dell’ex Lovisa.

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