Un k.o. amaro, maturato nel momento meno opportuno e al culmine di una gara decisa più dall’atletismo che dal tasso tecnico espresso in campo. Allo Stadio Romeo Menti, la Juve Stabia incassa uno 0-1 che brucia tantissimo contro l’Hellas Verona, incapace di spezzare il tabù scaligero (zero punti raccolti negli ultimi cinque incroci diretti) e punita a due minuti dal novantesimo dopo aver sprecato le occasioni migliori per sbloccarla.
Il valzer del turnover e l’infortunio di Sandrucci
I ritmi serrati del calendario spingono i due allenatori a rimescolare le carte dopo le fatiche di domenica. Mister De Giorgio concede un turno di riposo a Bettella, Kumi e Maistro, lanciando dal primo minuto Baldi in difesa, Battistella sulla linea mediana e il giovane Sandrucci nel tridente d’attacco. Cambia qualcosa anche Baroni sul fronte veronese, lasciando inizialmente in panchina i due riferimenti offensivi Mosquera e Sarr.
L’avvio di gara vede un Verona molto determinato e in ottima condizione fisica, insidioso soprattutto sui tiri dalla bandierina: il primo brivido lo regala Edmundsson con un colpo di testa insidioso, seguito a stretto giro da un tentativo analogo di Slotsager. La sfortuna si accanisce subito sulle Vespe: De Giorgio è costretto al primo cambio forzato per l’infortunio di Sandrucci, sostituito da Nicola Patanè, ex di turno nato e cresciuto proprio a Verona.
La Juve Stabia assorbe il colpo e attorno a metà frazione costruisce le palle gol più ghiotte: prima Sibilli impegna Perilli, poi un’azione corale sull’asse Pierobon-Patanè porta al cross di Maggioni, sul quale lo stesso Edmundsson rischia un clamoroso autogol nel tentativo di liberare l’area. Il primo tempo va così in archivio sullo 0-0, rispecchiando la fisiologica stanchezza accumulata dalle due squadre nei recenti impegni ravvicinati.
Sprechi sotto porta e l’incubo in contropiede
La ripresa prende il via con ritmi leggermente più sostenuti, ma le polveri degli attaccanti restano bagnate. Di Nardo ci prova di testa, ma la conclusione è troppo debole e centrale per impensierire Perilli. Sul fronte opposto, un sanguinoso pallone perso a centrocampo da Douglas innesca l’ex Iannoni, la cui conclusione termina però alta sopra la traversa.
Dopo una punizione di Artioli neutralizzata da Perilli e un grande intervento di Vukovic su Ekuban, parte la girandola dei cambi da entrambe le parti. De Giorgio inserisce Karic e Candellone; Baroni risponde buttando nella mischia prima Sarr e il centravanti colombiano Mosquera, e poi Harroui al posto del capoverdiano Livramento.
È la fase decisiva del match. La Juve Stabia ha sul piede la palla del vantaggio ma la cestina clamorosamente: prima Sibilli calcia soltanto sull’esterno della rete, poi Patanè pecca d’egoismo e conclude malissimo verso la porta invece di servire i compagni completamente liberi a centro area.
La legge più antica del calcio non perdona. All’87’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battezzato e gestito nel peggiore dei modi dalla Juve Stabia, il Verona innesca un contropiede letale. Sarr s’invola sulla ripartenza e serve con i tempi giusti Harroui, il quale si presenta indisturbato davanti a Vukovic e lo trafigge con un diagonale chirurgico che bacia il palo e si insacca per lo 0-1.
A nulla servono gli ingressi tardivi di Kumi e Fernandes nel finale: il Verona blinda il risultato nel recupero (sfiorando persino il raddoppio, negato da un super Vukovic) e porta a casa l’intera posta in palio.
Testa all’Empoli: vietato sbagliare
Per le Vespe resta un’enorme amarezza: la prestazione sul piano del gioco avrebbe meritato ben altro esito, ma la mancanza di cinismo sotto porta e la disattenzione finale sono costate carissimo. Non c’è tuttavia tempo per piangersi addosso: domenica pomeriggio al Castellani è in programma uno scontro diretto ad alta tensione contro l’Empoli, una sfida delicatissima nelle zone basse della classifica dove nessuna delle due squadre potrà permettersi il lusso di sbagliare.


