Non è soltanto un incrocio ad alta tensione europea, ma anche un affascinante duello d’ingegno tattico. Sulla strada del Napoli nella sfida dell’Estádio do Dragão c’è Francesco Farioli, il tecnico italiano classe 1989 che guida il Porto e che rappresenta una delle storie più atipiche e vincenti della nuova generazione di allenatori europei.
Dalla laurea in Filosofia ai campi d’Europa
Nato a Barga nel 1989, ex portiere a livello dilettantistico, Farioli appende i guanti al chiodo a soli 19 anni per dedicarsi allo studio. Si laurea in Filosofia all’Università di Firenze con una tesi intitolata “Filosofia del gioco: l’estetica del calcio e il ruolo del portiere”, pubblicata persino dal Settore Tecnico di Coverciano.
Dopo gli esordi nei dilettanti e l’esperienza in Qatar all’Aspire Academy, la svolta arriva al fianco di Roberto De Zerbi, di cui è stato preparatore dei portieri al Benevento e al Sassuolo, assorbendone i principi di gioco e la ricerca costante della costruzione dal basso.
La scalata tra Turchia, Francia e Olanda
Il percorso di Farioli in panchina è un viaggio cosmopolita fatto di tappe bruciate e record:
Turchia: A soli 31 anni diventa al Fatih Karagümrük il più giovane allenatore italiano in un campionato top europeo, prima di passare all’Alanyaspor dove stabilisce il record storico di punti per il club.
Nizza (Ligue 1): Nella stagione 2023-2024 porta il club al quinto posto garantendosi l’accesso all’Europa con la miglior difesa del campionato francese e la quarta assoluta nei cinque principali tornei europei.
Ajax: Nel maggio 2024 diventa il primo storico allenatore italiano dei lancieri di Amsterdam. In Eredivisie firma un’impresa storica battendo sia il Feyenoord che il PSV e sfiorando il titolo al termine di una cavalcata da 13 vittorie consecutive.
L’approdo al Porto e il trionfo in Primeira Liga
Sulla panchina dei Dragões, Farioli ha consacrato la sua carriera. Arrivato nell’estate 2025, il tecnico toscano ha trasmesso fin da subito la sua identità tattica fatta di possesso palla, flessibilità e una fase difensiva granitica, guidando il Porto alla vittoria del campionato con due giornate di anticipo.
Per il Napoli si preannuncia una vera e propria scacchiera tattica: gli azzurri dovranno studiare le contromosse per scardinare il sistema di un allenatore che ha fatto della filosofia applicata al campo la sua arma vincente.


