Gestire città che durante i periodi di maggiore affluenza arrivano a ospitare una popolazione doppia o tripla rispetto a quella residente, disponendo però di strumenti pensati per le esigenze ordinarie. È una delle questioni portate da Sorrento, unica rappresentante della Campania al IX Destination Summit G20Spiagge di Lignano Sabbiadoro, dove le principali destinazioni balneari italiane hanno chiesto maggiore autonomia gestionale e finanziaria.
Le località turistiche costiere coinvolte garantiscono complessivamente 55 milioni di presenze all’anno. Al centro del confronto c’è il percorso per il riconoscimento dello status di “Comunità Marine”, con l’obiettivo di dotare i comuni ad alta intensità turistica di strumenti adeguati alla gestione dei flussi.
Sorrento rappresenta la Campania
Alla tre giorni hanno partecipato per Sorrento l’assessore all’Ambiente e alla Risorsa mare Vincenzo Ercolano e il consigliere comunale Luigi Di Prisco.
Tra i temi affrontati figurano la gestione degli accessi alle spiagge e ai luoghi maggiormente affollati, la trasformazione del fronte mare anche in relazione ai cambiamenti climatici, la sostenibilità, l’accoglienza, la destagionalizzazione e il posizionamento delle destinazioni costiere italiane nel turismo internazionale di alta gamma.
La richiesta di autonomia
«Sorrento porta al G20 Spiagge la voce di un territorio unico al mondo, dove la bellezza fragile della nostra costa richiede politiche di gestione lungimiranti e responsabili», ha spiegato Ercolano.
Secondo l’assessore, la sfida consiste nell’accogliere milioni di visitatori garantendo contemporaneamente la tutela dell’ecosistema marino, l’accessibilità, la qualità dell’accoglienza e quella della vita dei residenti.
Da qui la richiesta di autonomia gestionale e finanziaria, affinché il riconoscimento delle “Comunità Marine” non rimanga soltanto formale ma sia accompagnato da poteri e risorse adeguati alle esigenze delle città costiere.
Città che cambiano d’estate
Il problema evidenziato dagli amministratori riguarda soprattutto la forte variazione stagionale della popolazione. Comuni con poche migliaia di residenti devono organizzare, nei momenti di maggiore affluenza, servizi destinati a un numero di persone che può raddoppiare o triplicare.
Una pressione che riguarda attività essenziali come raccolta dei rifiuti, pulizia delle strade, sicurezza urbana e viabilità.
Il percorso delle Comunità Marine
Il tema è stato approfondito durante il convegno “Il mare è una città. Comunità Marine: governare il futuro delle coste italiane”. Dal summit è emerso il sostegno delle Regioni e delle categorie economiche al percorso per il riconoscimento delle Comunità Marine, insieme all’attenzione del governo.
L’obiettivo del G20Spiagge è accompagnare l’iter parlamentare della proposta fino alla definizione di un quadro normativo capace di riconoscere le specifiche esigenze delle città turistiche costiere.
«Nessun regalo, ma un ordinamento che risolva le difficoltà delle nostre città a fisarmonica», ha sottolineato la coordinatrice nazionale del G20Spiagge Roberta Nesto, chiedendo non soltanto risorse, ma strumenti adeguati per governare i grandi flussi turistici.

