I salti di Grillo


Il 26 giugno 2007 Grillo tenne un discorso al Parlamento europeo nel quale discusse di nuove tecnologie e della presenza di condannati nel Parlamento italiano. In quella stessa occasione annunciò l’organizzazione del Vaffanculo-Day, un’iniziativa finalizzata alla raccolta di firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità dei parlamentari, i casi di revoca e decadenza dei medesimi e la modifica della legge elettorale.

Nella sua precedente vita di comico e di personaggio televisivo, Beppe Grillo ha spesso manifestato le sue idee politiche, criticando il Partito Socialista di Craxi e strizzando l’occhio ai Verdi del Sole che Ride, per quanto riguarda i temi ambientali e soprattutto la questione dell’energia nucleare.

La posizione sul nucleare

La posizione fermamente contraria all’energia nucleare di Grillo è determinata da fattori economici, ma anche dalla considerazione della pericolosità e incompatibilità con la transizione ecologica. I motivi della sua contrarietà sono legati anche ai tempi troppo lunghi, perché la costruzione di nuove centrali richiede decenni e arriverebbe troppo tardi per affrontare l’emergenza climatica.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del governo attuale, il forzista Gilberto Pichetto, sta avviando il percorso sul ritorno del nucleare in Italia, ma per Beppe Grillo, oltre al discorso sulla sostenibilità, bisogna tenere presente il dispendio di denaro pubblico che andrebbe a pesare direttamente sulle bollette di cittadini e imprese.

Inoltre, per il fondatore del Movimento 5 Stelle non è stato risolto il problema delle scorie, perché non esiste ancora una soluzione definitiva a livello mondiale per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi di alta attività.

Per Grillo il futuro energetico si deve basare unicamente sulle fonti rinnovabili, in particolare il solare e poi l’eolico, e sull’autoconsumo, perché, a suo giudizio, sono soluzioni molto più rapide ed efficienti rispetto al nucleare.

Le liste a cinque stelle

Il 25 aprile 2008 si tenne il cosiddetto V2-Day, dedicato al tema dell’informazione, e Grillo annunciò sul suo blog l’avvio di una fase di partecipazione politica diretta attraverso “liste civiche a 5 stelle”, da lui stesso certificate, portatrici delle istanze degli attivisti.

L’8 marzo 2009 i rappresentanti delle liste civiche certificate sottoscrissero a Firenze i punti programmatici essenziali, orientati soprattutto ai temi dell’ambientalismo e dei beni comuni.

Il successivo 12 luglio annunciò la sua candidatura alle elezioni primarie per la segreteria del Partito Democratico, con il medesimo programma delle “Liste Civiche a Cinque Stelle a livello nazionale”.

Appena due giorni dopo, però, e precisamente il 14 luglio, giorno della Presa della Bastiglia, la Commissione Nazionale di Garanzia del Partito Democratico rigettò la sua candidatura e l’iscrizione al partito, contestandogli di riconoscersi in movimenti in contrasto con il PD.

Solo in seguito a questa impossibilità di candidarsi alle primarie del PD, annunciò di voler fondare un proprio movimento politico, denominato “Movimento nazionale a cinque stelle”, avente sempre il medesimo programma delle “Liste Civiche a Cinque Stelle” e la “Carta di Firenze” approvata a marzo.

Il movimento venne presentato al pubblico il 4 ottobre 2009 e annunciò la partecipazione alle successive elezioni regionali del 2010, diventando ufficialmente Movimento 5 Stelle.

Grillo e Casaleggio

Beppe Grillo, insieme all’imprenditore definito visionario Gianroberto Casaleggio e al premio Nobel della letteratura Dario Fo, scrisse Il Grillo canta sempre al tramonto, un dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle, pubblicato da Chiarelettere l’11 febbraio 2013.

Dopo le elezioni politiche, giornalisti e studiosi come John Foot analizzarono nel lusinghiero risultato elettorale ottenuto dal movimento un effetto definito anti-casta, e uno dei fondatori e attivisti di Occupy Wall Street, Micah White, elogiò pubblicamente il M5S, proponendo addirittura di esportarlo negli Stati Uniti.

Nel maggio del 2014, prima delle elezioni europee, molte sue affermazioni in campo economico furono messe in dubbio da un articolo dell’Unità e altre pubblicazioni, che contestarono le affermazioni di Grillo pure in altri campi.

Il progressivo ritiro

Nel 2018, dopo gli altri risultati con una percentuale ragguardevole del Movimento alle successive elezioni e la formazione del primo Governo Conte, Beppe Grillo, pur mantenendo un ruolo di peso nel partito come garante e assumendo il soprannome di “Elevato”, ha cominciato progressivamente a ritirarsi dalla scena politica.

Le sue dichiarazioni erano meno frequenti e avvenivano unicamente attraverso video online e apparizioni ad eventi come Italia 5 Stelle.

Dopo la caduta del secondo governo Conte, sono state però di fondamentale importanza le sue dichiarazioni a favore della formazione di un governo tecnico, guidato dal potente economista Mario Draghi, definendolo addirittura un “grillino” e attirandosi critiche di ipocrisia da molti dei suoi sostenitori, tra le quali quelle di Alessandro Di Battista.

Dopo le alleanze con Lega, Partito Democratico e questo governo tecnico, tutti fattori politici contraddittori con la storia di Grillo, il Movimento 5 Stelle ha cominciato a perdere consenso in maniera significativa, creando parecchie crisi interne.

Lo scontro con Conte

Per tutte queste situazioni, Grillo ad un certo punto ha deciso di affidare la leadership del Movimento a Giuseppe Conte, sfruttando il consenso di cui ha goduto l’avvocato come Presidente del Consiglio.

Ma questa scelta non è stata felice e, anzi, presto si sono creati contrasti con Conte, che progressivamente ha dato una forma più tradizionale e partitica al Movimento, collocandolo nell’area della sinistra progressista, una scelta criticata da Grillo, così come la messa in discussione e la successiva rimozione della regola interna dei due mandati.

Durante la rottura tra i due, il comico ha partecipato pure al programma Che tempo che fa di Fabio Fazio, dove, sviando le domande del presentatore, ha voluto cimentarsi in un monologo controverso e, secondo alcuni, volutamente ironico, nel quale è sembrato ammettere il fallimento del movimento politico da lui fondato.

La replica della puntata è stata addirittura rimossa dal sito della Rai, rendendola così ancora introvabile, almeno interamente, e lasciando reperibili solo alcuni estratti di essa.

Successivamente, durante il suo spettacolo intitolato “Io sono il peggiore”, ha criticato ancora il presidente pentastellato, accusandolo di aver portato il Movimento dal 34 al 15 per cento e dichiarando le testuali parole: “Berlusconi da morto ha preso più voti di Conte”.

L’assemblea e il Garante

A questo punto lo stesso Giuseppe Conte decise di replicare, dando il via a Nova, ad un’assemblea ricostituente del Movimento dove sono stati pesantemente messi in discussione alcuni punti, tra cui la figura del Garante stesso.

La controreplica di Grillo c’è stata con la pubblicazione di alcuni video, dove ha continuato ad attaccare Conte, tra cui uno macabro, nel quale ha annunciato, a bordo di un’auto funebre, la morte del Movimento.

A poca distanza dalla pubblicazione del video, Giuseppe Conte ha provveduto a fare eliminare il ruolo del Garante dall’assemblea del Movimento, inducendo il fondatore ad una lotta legale per la rivendicazione del simbolo dello stesso M5S.

Il ritorno di Grillo

Il 21 settembre 2026 Beppe Grillo, durante il Pulp Podcast condotto da Fedez e Davide Marra, ha deciso di ritornare a parlare dopo un altro intervallo di silenzio piuttosto lungo.

In tanti adesso pensano che Grillo possa fondare un altro movimento politico, magari assieme ad Alessandro Di Battista, che, dopo i problemi di salute accusati a Cuba, appare in netta ripresa.

Ma queste testuali parole pronunciate nella trasmissione di Fedez sembrano andare in un’altra direzione: “Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso solo dare degli input a delle idee”.

Le parole sul Movimento

Grillo si è pure soffermato sul Movimento 5 Stelle, affermando come sia diventato un partito normale e dicendo di essere stato estromesso dalla sua creatura, ritenendolo ormai un dato di fatto.

Grillo, però, dichiara di non avere rimpianti, perché adesso il Movimento è un’altra cosa, è finito in mano al reverendo Jones, l’uomo che sussurrava ai cavilli, con persone che si agitano in un movimento che di progressista ha solo la paralisi progressiva.

Grillo ha detto le testuali parole: “Il Movimento doveva essere compostabile, non biodegradabile, mi sento postumo di me stesso da vivo, tutto quello che dicevo venti anni fa devono ancora arrivare qua, questo è il disagio. Con la politica io ci ho rimesso un sacco di soldi, un po’ di salute, una parte della mia famiglia, perché non sono mai stati d’accordo. Siamo partiti con Casaleggio. Poi, mancando Casaleggio, sono rimasto un po’ privo. Poi c’è stato Di Maio, bravissimo, per l’amor di Dio, però… Poi ho fatto il garante, che non contava quasi nulla. La situazione si è evoluta. Io e Casaleggio non ci siamo mai candidati e mai ci abbiamo pensato. Non a caso abbiamo fondato il Movimento nel giorno di San Francesco. Il popolo del M5S sono persone nuove. Io non ce l’ho col Movimento, sono anche persone in gamba, ma lo spirito non c’è più, è completamente diverso”.

Il ricorso sul simbolo

Poi, per quanto riguarda il ricorso sul simbolo, Grillo ammette di non avere ancora deciso, anche se dichiara che lo farebbe anche per dare valore al reverendo Jones, perché ora il simbolo dovrebbe avere la sua faccia, col suo stemma, per mandare avanti un movimento politico che ormai è diventato esclusivamente una sua cosa.

Poi, Grillo parla anche del Fatto Quotidiano, prendendo le distanze da Marco Travaglio, dicendo di non aver più niente da dividere con lui, perché ha un’idea della realtà che deve combattere con la propria opinione.

Grillo dichiara di considerarlo ancora un ottimo giornalista, al quale non è in grado di rivolgere critiche personali, ma il fondatore dei 5 Stelle ritiene ormai il giornalismo una professione in via di estinzione.

Inoltre, dice di essere sconvolto e terrorizzato dal fatto che tanti giornalisti di destra parlino bene di lui, perché non lo ritiene un fatto possibile.

Le parole sul figlio

Durante la trasmissione si esprime anche sul figlio Ciro, dichiarando testualmente: “Sta attraversando un periodo un po’ particolare, di enorme pesantezza, che sta risolvendo. Si è laureato con 110 e lode, sì, ha fatto una famiglia, ha avuto una figlia stupenda, una moglie, studia per diventare avvocato penalista e gridare al mondo la sua innocenza, ma vuole difendersi da solo per gridare la sua innocenza nella vicenda della condanna subìta per stupro”.

Il giudizio su Vannacci

Infine, risponde alla domanda sul nuovo leader che si sta affacciando con prepotenza sulla scena politica, Roberto Vannacci, facendo una considerazione sul pensiero che, in generale, si starebbe rattrappendo, perché le persone intelligenti preferiscono nascondersi, probabilmente per la paura di confrontarsi.

Sul generale Vannacci, in particolare, le sue parole sono le seguenti: “Il suo futuro sono le domande stupide, con un sottile astio. Lui è come una decalcomania, più gli sputi sopra più si appiccica”.

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