Sotto di 18 punti a 7 minuti dalla sirena, il Napoli Basketball si rialza, si prende il derby e resta in testa. Ramsey firma 25 punti ed è la foto più bella della serata.
Coach Repesa : “Abbiamo giocato male, ma abbiamo dimostrato carattere”
Al PalaMangano si era già spento tutto, o almeno così sembrava a sette minuti dalla fine il tabellone diceva una cosa sola: Scafati avanti di 18, il pubblico di casa in piedi, il derby in mano, il Napoli Basketball con la testa bassa e la partita che scivolava via.
Poi, senza un motivo apparente, senza un episodio che lo spieghi davvero, la partita ha cambiato faccia. Napoli ha ricominciato a difendere come se ogni possesso fosse l’ultimo. Ha ricominciato a correre, a sporcarsi le mani, a fidarsi delle proprie possibilità, mentre Scafati, che per trentatré minuti aveva giocato la sua miglior pallacanestro, all’improvviso non ha trovato più un canestro facile, non ha trovato più un’uscita pulita, non ha trovato più la lucidità per chiuderla.
Sette minuti, diciotto punti e tutto ribaltato. Non era una partita facile da preparare, il Napoli Basketball si presentava a Scafati senza tre esterni, Brown e Jakimovski infortunati e Petrucelli fermo per un attacco febbrile. Tre assenze pesanti, in una settimana dove si gioca ogni tre giorni. Una coperta corta, come dirà poi Repesa. Il primo quarto era stato di Napoli, 19-22, con White a sbloccare la serata e Ramsey già caldo dalla distanza. Il secondo e il terzo, invece, erano stati di Scafati, brava a mettere fisicità, ritmo e coraggio.
All’intervallo 47-37, al 30′ 75-64. Un vantaggio costruito, non regalato. Ma il basket, si sa bene che non è una somma di minuti buoni, ma di chi resta in piedi all’ultimo flash e all’ultimo flash, in piedi, c’era il Napoli Basketball.
L’ultimo quarto è un assalto continuo. Ramsey si prende la squadra sulle spalle, Spissu la ordina, Dowtin Jr. la spinge. Scafati tocca il massimo vantaggio, 84-66, il +18 che sembrava la parola fine. Repesa chiama timeout. Da lì in poi, Napoli non sbaglia più quasi niente. Ramsey firma un break da solo, coach Bucchi prova a fermarlo con un timeout, ma non basta. A meno di due minuti dalla fine, Napoli è di nuovo lì, a -5, sul 89-84.
Poi il finale da ricordare, White, Spissu e Seljaas firmano il sorpasso, 89-90, a 9 secondi dalla sirena. Faggian recupera palla e dalla lunetta fa 1 su 2. Sirena e 89-91. Silenzio da una parte, boato dall’altra ed i i tanti tifosi azzurri presenti a Scafati che esplodono. Ramsey, il volto della vittoria con 25 punti, pesantissimi, quelli che ti tengono dentro la partita quando stai affondando, quelli che ti fanno credere che si possa ancora vincere quando nessuno, fuori dal campo, ci crede più. Ramsey non ha fatto la partita perfetta. Ha fatto la partita che serviva: ha attaccato quando Scafati scappava, ha difeso quando serviva fermarla, ha parlato ai compagni quando il gruppo stava per mollare. È questo che fa un MVP in un derby. Non solo segnare. Trascinare.
Repesa non si nasconde: “Abbiamo giocato male” , in sala stampa non fa finta di niente, non racconta la favola della rimonta perfetta. Racconta la verità di una squadra stanca, corta, ma viva:
“Non so cosa dire, anche Scafati meritava di vincere. Abbiamo problemi oggettivi, ci sono 3 esterni importanti fuori. Non è facile giocare senza Brown, Petrucelli e Jakimovski ogni 3 giorni. I nostri cinque non hanno reso ad alto livello. La cosa più importante, l’unica positiva, è aver mostrato grande carattere. Abbiamo confermato di non morire mai e, giocando male, siamo riusciti a cambiare la partita, con la nostra chimica che è sempre produttiva. Quello che è successo stasera non potrà succedere spesso. Bisogna imparare da questa partita. Domani partiremo per la Germania, non c’è tempo per recuperare, ma si deve competere.”
C’è tutto Repesa in queste parole. Prima l’onestà: Scafati meritava di vincere. Poi il contesto: tre esterni fuori, partite ogni tre giorni, rotazioni corte. Poi la critica: i cinque non hanno reso ad alto livello. Poi, la cosa che conta davvero per un allenatore: il carattere. Perché questo Napoli, giocando male, ha vinto lo stesso, e non è un caso, è chimica, è gruppo, è abitudine a non mollare. Ma Repesa lo dice chiaro: così non potrà succedere spesso. Da questa partita bisogna imparare.
Primo posto, ma soprattutto un messaggio Napoli sale a 12 punti in classifica e, almeno per una notte, è sola in testa. Ma la notizia vera, è un’altra: questo Napoli non muore mai,può andare sotto, può sbagliare, può soffrire. Ma non molla. E quando una squadra impara a vincere anche le partite che stava perdendo di 18, allora diventa davvero pericolosa per tutti.
Per Scafati resta la rabbia, e deve restare, perché per 33 minuti aveva giocato un derby da vincere. Ma il basket, a volte, è crudele: ti premia solo se chiudi la partita. Scafati, stavolta, non l’ha chiusa, ma Napoliì sì.
Napoli Basketball tornerà in campo mercoledì 11 novembre alle ore 19:00 in trasferta in Germania contro il Chemnitz, per l’ultimo turno di andata del girone C di Eurocup. Domenica 15 novembre, alle ore 17:00, gli azzurri giocheranno all’Alcott Arena contro la Pallacanestro Trieste, per l’ottava giornata di Serie A.
TABELLINO
LONGOBARDI SCAFATI – NAPOLI BASKETBALL 89-91
Parziali: 19-22 / 28-15 / 28-27 / 14-27
foto copertina a cura di Giovanni Esposito ph


