Il Porto si scatena: poker servito a un Napoli irriconoscibile


Il Napoli cade il Portogallo e Farioli cala il poker. Politano e Vergara sono chiamati a sacrificarsi nel contenimento sulle corsie laterali, in assenza di tutti gli esterni bassi della rosa e De Bruyne invece può tornare a fare il trequartista a sostengo di Hojlund, che si è ripreso solo da poche ore dall’influenza.

Il Porto è guidato in panchina da un italiano come Farioli, che è stato alle dipendenze di Delaurentiis come allenatore dei portieri di Mazzarri e che è stato ancora corteggiato dal presidente per fare il commissario tecnico. La squadra portoghese sta dominando il suo campionato ma mostra difficoltà in Champion e così tiene a dimostrare anche in Europa contro un Napoli malridotto le sue qualità, esaltate nei primi minuti dal colpo di testa vincente su angolo. Bednarek è stato bravo a colpire, ma praticamente viene lasciato libero di poterlo fare da una difesa inedita, obbligata dalle tante assenze ad essere composta da Rrhamani, Rafa Marin e Beukema.

Il Napoli soffre gli avversari più tonici ed è costretto a metterla sul piano agonistico, rimediando diversi provvedimenti disciplinari, però riesce ad essere pericoloso sul piano offensivo, creando alcune occasioni per pareggiare con Hojlund e De Bruyne, al quale è annullato un gol proprio per un’inezia di fuorigioco. Al centravanti danese invece viene negato prima un possibile rigore e poi il gol da una deviazione provvidenziale di un difensore e quando sembra che tutto remi contro il Napoli compresa una grande parata del portiere Diego Costa ancora su Hojlund, Mc Tominay è bravo a mettere dentro sulla respinta la palla del meritato pareggio. La ripresa è più sofferta, perché il Porto costruisce tante occasioni per trovare il nuovo vantaggio, ma nella prima parte Meret e i legni negano la soddisfazione del raddoppio ai portoghesi.

Farioli fa entrare forze fresche come Samu e Gimenez al posto di Silva e Sainz, e il Porto riesce a mettere ulteriore pressione al Napoli, che è costretto a rintanarsi nel fortino della difesa La squadra del Napoli resiste, fino a quando ci sono state le parate di Meret, ma a venti minuti dalla fine è costretto a subire il gol con il tiro di Gabri Veiga che finisce proprio in mezzo alle gambe del portiere. Solo a questo punto Allegri prova a inserire Lang e Giovane al posto di Anguissa e Vergara, mentre Farioli fa entrare Hwang e Fofana, ma la gara continua a peggiorare perché arriva i terzo gol di Kiwior, che è incredibilmente la fotocopia del primo gol di Bednarek e dopo l’uscita di Politano a beneficio di Lucca anche il quarto. Il rigore di Samu era nettissimo per il fallo disperato di Rafa Marin, che viene espulso.

Insomma dopo un primo tempo più che dignitoso il Napoli crolla sotto i colpi di una squadra portoghese che abbina la qualità e il palleggio tipico dei lusitani la capacità tattica di un allenatore italiano come Farioli, abile a dare solidità in difesa e concretezza in fase offensiva. La crisi del Napoli è strutturale e non riguarda la capacità di Allegri, ma piuttosto quella della società incapace di fare un mercato per rinforzare la rosa dove si era capito che occorrevano rinforzi già nella scorsa stagione. Adesso diventa complicato pensare a come poter affrontare al San Paolo Maradona la capolista Lazio domenica, peraltro nell’orario scomodo della tarda mattinata.

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