Virtus Entella – Juve Stabia il racconto post gara di Stabiamore


Virtus Entella – Juve Stabia finisce in parità con una beffa atroce per le vespe, il racconto post gara di Gianfranco Piccirillo dell’associazione Stabiamore

De Giorgio decide di riproporre Bettella in difesa con Maggioni e Douglas esterni bassi e Kumi a centrocampo in copertura, mentre in fase offensiva sceglie Maistro e Sibilli a sostegno di Di Nardo. Da parte sua Chiappella sceglie di giocare una gara molto accorta e così nel primo tempo si vedono solo tanti falli e pochissimi tiri in porta. Dopo una sosta lunga la gara somiglia troppo ad una sfida salvezza con tensioni eccessive, considerando che si gioca agli inizi di ottobre e sinceramente non è accettabile che i due portieri sarebbero potuti andare pure al bar a prendersi un caffè e nessuno se ne sarebbe accorto.

Del Frate addirittura l’unica parata la deve compiere su Maggioni in fuorigioco, mentre più che altro Boer deve intervenire su un paio di traversoni, ma non certamente sulle conclusioni avversarie. Fortunatamente la ripresa inizia con premesse diverse grazie al contropiede vincente gestito splendidamente da Sibilli e Di Nardo, che è bravissimo a cambiare piede per mettere la palla in rete su assist dell’ex trequartista del Bari e soprattutto figlio di Sasà, che fece deliziare i tifosi stabiesi nel tridente magnifico con Castaldo e Ingenito. Chiappella inserisce Mezzoni e Felippe al posto degli ammoniti Benedetti e Squizzato dopo che Kumi manca il raddoppio, tirando di poco alto sulla traversa su un altro contropiede, che questa volta viene costruito dallo Stabia, senza che la scivolata di Tiritiello regali qualcosa a Sibilli come nell’episodio del gol. Il regista brasiliano Felippe, che De Giorgio avrebbe voluto a Castellammare dopo averlo allenato a Potenza, consente alla squadra ligure di spostare il baricentro più avanti e la gara finalmente diventa più interessante, svegliando gli spettatori dal torpore del primo tempo.

De Giorgio inserisce Piscopo e Fernandes al posto di Maistro e Sibilli dopo aver verificato le condizioni dei centrali Bellich e Bettella, che possono proseguire la gara dopo due scontri che ne avevano fatto ipotizzare l’uscita e invece non entrano altri difensori dalla panchina e pure Candellone, nonostante un lungo riscaldamento, deve aspettare prima di lasciare la panchina. Di Nardo realizza splendidamente il secondo gol con un tiro a giro, ma l’arbitro e il var si accorgono di uno stupido fuorigioco di Piscopo e il raddoppio stabiese è così vanificato. De Giorgio a questo punto fa uscire l’ex centravanti del Pescara e mattatore della gara, anche per sfruttare il gioco di contenimento di Candellone in considerazione dell’ingresso dell’attaccante Corona per Vignali, altro figlio d’arte di vecchia conoscenza stabiese, nelle fila della Virtus Entella. Così nel finale entrano pure Battistella e Ricciardi al posto di Buglio e Pierobon, mentre Kritta e Tirelli prendono il posto di Cuppone e Di Mario con una certa sofferenza stabiese, che sarebbe potuta essere evitata se il punteggio fosse stato più netto come la logica e il gioco lasciavano ipotizzare. Giacomo Corona probabilmente non è forte come il padre, che non a caso era chiamato re Giorgio, ma sarà protagonista, creando sgomento e apprensione alla difesa stabiese fino alla fine di un lungo recupero. Comunque oltre i facili interventi di Boer soprattutto sui traversoni anche Battistella impegna Del Frate su una pericolosa punizione dal limite e Sasà Fernandes avrebbe potuto inquadrare la porta, finalizzando meglio un altro pericoloso contropiede.

Il calcio è terribile perché quando non si segnano i gol e ci si mettono pure altri errori di arbitro e portiere, una gara già vinta può diventare un pareggio. Così dopo una clamorosa trattenuta in area su Kumi, trasformata in simulazione dall’arbitro con conseguente ammonizione, arriva il clamoroso pasticcio di Boer, che si fa scivolare la palla delle mani sull’ennesimo cross, mettendo proprio Giacomo Corona nelle condizioni di segnare facilmente a porta vuota il gol di un pareggio, al quale ormai non credeva nemmeno il più ottimista dei tifosi liguri. L’arbitro viene raggiunto da Stefanelli a fine gara per ricevere spiegazioni sul rigore negato, e ottiene solo il cartellino rosso, il colore della rabbia per aver perso due punti, che assale De Giorgio e tutti i tifosi stabiesi a cominciare da quelli non residenti in Campania, presenti apprezzabilmente allo stadio di Chiavari. La speranza dei tifosi delle vespe è che questa rabbia si possa tramutare in tanti gol agli avversari nella prossima sentitissima sfida con il Sud Tirol dell’ex Lovisa domenica prossima al Menti.

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