Il limite dello stabilimento
A riportare l’attenzione sulle potenzialità del cantiere stabiese è stata la recente lavorazione del bulbo di prua della Viking Lyra, realizzato grazie alle competenze degli operai specializzati nella sagomatura delle lamiere.
Il troncone della nave sarà assemblato ad Ancona perché lo scalo di alaggio di Castellammare non può ospitare un’imbarcazione lunga 239 metri.
Un limite infrastrutturale che rende centrale il progetto di ampliamento dello stabilimento, necessario per consentire la realizzazione di navi di maggiori dimensioni.
Salvini conferma la centralità
Rispondendo in Parlamento a un’interrogazione del senatore Cantalamessa, il ministro Matteo Salvini ha ribadito l’importanza del cantiere di Castellammare e la necessità di procedere secondo quanto previsto dal Piano regolatore del porto.
Una posizione condivisa da tempo dai lavoratori, dal Comune e dalla Regione Campania.
Anche il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Eliseo Cuccaro, ha espresso disponibilità a sostenere il percorso: «Siamo pronti a fare la nostra parte per lo stabilimento Fincantieri di Castellammare».
Il progetto del bacino
Il gruppo Democratici e Progressisti di Castellammare considera il ribaltamento a mare e la costruzione del bacino un’opportunità che va oltre il futuro industriale dello stabilimento.
Il progetto viene collegato anche alla riorganizzazione degli spazi portuali, allo sviluppo della nautica e alla valorizzazione delle Antiche Terme e del Centro Antico.
Secondo il gruppo politico, l’intervento potrebbe rappresentare una leva per ripensare il rapporto tra Castellammare e il mare, ma occorre individuare risorse certe.
La stima indicata nel documento parla di oltre 800 milioni di euro, una cifra ancora da definire concretamente nell’ambito del percorso progettuale.
L’appello alle istituzioni
Democratici e Progressisti hanno rivolto un appello al presidente della Regione Campania Roberto Fico, al sindaco della Città Metropolitana Gaetano Manfredi e al presidente dell’Autorità portuale Eliseo Cuccaro.
La richiesta è di avviare un confronto operativo con il Governo e Fincantieri per chiarire tempi, investimenti e modalità di realizzazione del nuovo bacino.
Il gruppo propone inoltre un accordo per lo sviluppo che coinvolga università e imprese, affiancando agli interventi infrastrutturali iniziative per la crescita economica della città.
Formazione e innovazione navale
Tra le proposte figura l’istituzione di una Scuola di alta formazione dedicata alle nuove tecnologie e alla riqualificazione delle professioni della cantieristica.
Un investimento sul capitale umano che permetterebbe di valorizzare le competenze storiche dello stabilimento e accompagnare l’evoluzione tecnologica del settore.
Castellammare vanta una lunga tradizione nella costruzione navale, dall’Amerigo Vespucci al batiscafo Trieste, fino alle più recenti esperienze legate alla propulsione alternativa, come il battello sperimentale a idrogeno Zeus.
Per Democratici e Progressisti, la difesa del cantiere deve quindi procedere insieme all’innovazione e alla formazione dei giovani. Dopo anni di protocolli e incontri, la richiesta è di trasformare il progetto del bacino in un programma concreto, sostenuto da investimenti e impegni istituzionali.


