La timidezza delle chiome di Marco Sagliocchi, tra crisi creativa e crisi familiare, il viaggio interiore di uno scrittore


Un romanzo breve, ma intenso, capace di scavare nelle fragilità dell’animo umano attraverso un rapporto che, prima ancora di essere difficile, sembra non essere mai davvero esistito: quello tra un padre e un figlio. La timidezza delle chiome di Marco Sagliocchi, edito da De Nigris, è questo e molto altro.

La timidezza delle chiome, Marco Sagliocchi racconta la fragilità dei legami familiari

Sergio Terra è uno scrittore in crisi. Alla scrittura ha dedicato gran parte della propria vita sacrificando affetti e relazioni. La parola, un tempo rifugio e ragione di vita, sembra essersi inaridita, lasciandolo solo davanti a un bilancio doloroso.

Rileggo molto velocemente il lavoro che ho fatto sui capitoli precedenti: non sono per nulla contento, cambierei quasi tutto. Resisto alla tentazione di appallottolare i fogli, sempre meglio correggere le bozze che doverle riscriviere da zero.

Alla crisi creativa si affianca quella personale. Sergio si ritrova a fare i conti con ciò che ha trascurato, con le assenze che hanno scavato distanze e con un ruolo, quello di padre, che non può più dare per scontato. Alessio, suo figlio, è ormai una presenza da scoprire, una persona da comprendere con cui provare a ricostruire un legame.

Sergio capisce che non basta essere padri per saperlo fare. Occorre esserci, ascoltare, riconoscere i propri errori e accettare che la fiducia non sia un diritto acquisito, ma qualcosa da conquistare giorno dopo giorno. È in questo percorso, fatto di consapevolezza e tentativi di avvicinamento che si misura la possibilità di Sergio di ritrovare se stesso.

…mi sono perso le vittorie, le sconfitte, le cadute, le riprese, lo studio degli errori e la voglia di rimediare; mi sono perso Alessio che cresceva.

Che razza di stronzo, che sono.

La casa, talora spazio di sofferenza e sopraffazione

Accanto alla vicenda di Sergio, l’autore inserisce un’altra storia, altrettanto dolorosa, che coinvolge Luisa e sua figlia Agnese e affronta il tema della violenza domestica e di genere.

Una linea narrativa che amplia lo sguardo del lettore portandolo dentro una realtà in cui le relazioni, anziché essere luoghi di protezione, possono trasformarsi in spazi di sofferenza e sopraffazione. La fragilità umana assume così diverse forme, ma conserva un tratto comune: la difficoltà di riconoscere le ferite, affrontarle e trovare una strada per andare oltre.

Le due vicende, pur nella loro specificità, contribuiscono a delineare un universo di legami imperfetti, responsabilità mancate e vite che cercano, ciascuna a modo proprio, una possibilità di riscatto.

Il coraggio di guardarsi dentro

Il cuore del romanzo è il confronto di Sergio con i propri errori. Non c’è soltanto uno scrittore che cerca di ritrovare l’ispirazione, ma un uomo costretto a interrogarsi sulle scelte compiute e sul prezzo pagato per inseguire le proprie ambizioni.

Marco Sagliocchi racconta così, con grande sensibilità la complessità dell’essere genitori e figli, ma anche quella, più universale, dell’essere umani. Crescere significa talvolta accorgersi troppo tardi di ciò che si è lasciato indietro; significa riconoscere che il successo non sempre coincide con la felicità e che alcuni vuoti non possono essere colmati semplicemente tornando sui propri passi.

A movimentare la narrazione intervengono alcuni colpi di scena che lasciano il segno e aggiungono intensità a una storia che trova la propria forza soprattutto nella dimensione intima ed emotiva.

Piccolo nelle dimensioni, grande nelle emozioni

La timidezza delle chiome che ho letto in poche ore, mi ha piacevolmente colpita. È una lettura che dimostra come la misura di un libro non si calcoli dal numero delle sue pagine (solo 104), ma dalla capacità dell’autore di raggiungere  e colpire l’anima del lettore.

Mi viene in mente un’espressione napoletana: «L’abbetiello è piccerillo, ma chino ‘e devuzione». Un detto che sembra adattarsi perfettamente a questo romanzo: piccolo nelle dimensioni, ma denso di emozioni e spunti di riflessione. Insomma poche pagine che lasciano dentro un’emozione che continua anche dopo aver chiuso il libro.

Marco Sagliocchi, ospite di LibriOnLine

Mercoledì 11 novembre, alle ore 18:30, Marco Sagliocchi sarà ospite della Libreria Libertà di Torre Annunziata nell’ambito della rassegna LibriOnLine, un incontro che promette di esplorare le emozioni, i significati e le domande custodite in questo libro.
Ma prima, mercoledì 28 ottobre ore 18:30 la Libreria Libertà di Torre Annunziata ospiterà Carlo Avvisati con la sua Nannina Munzurrò, mentre mercoledì 04 novembre sarà la volta di Armida Cioffi con La ragazza di sassi. 

 

 

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