“Ariaferma”, trama e recensione


“Ariaferma” – L’isolato carcere ottocentesco dell’immaginaria Mortana è in dismissione ma nonostante questo per qualche tempo dodici detenuti, controllati da una manciata di agenti, devono rimanerci ancora per un tempo indefinito. In questa situazione particolare, senza nemmeno più la direttrice presente, vengono riformulate regole e consuetudini del carcere, fattore che avvicina in maniera inedita agenti e detenuti.

“Ariaferma”, recensione

Il film di Di Costanzo affascina per la capacità di creare un suo universo sospeso, un’atmosfera particolare e sempre in tensione, nella quale siamo portati a credere più volte che stia per accadere qualcosa, un evento col quale i detenuti possano prendere il sopravvento. Non è così, nemmeno quando l’ispettore Gargiulo lascia Lagioia con i coltelli da cucina in mano. Sospetti, diffidenze, incomunicabilità e spigolosità varie cadranno invece una dopo l’altra.

Ad accompagnare le immagini impreziosite dal gran lavoro di fotografia di Luca Bigazzi troviamo, centellinate, le musiche di Pasquale Scialò. Pure dopo la cena congiunta tra agenti e detenuti il contrappunto è solo un gioco ritmico di battiti di mani. La misura e l’essenzialità sono appunto un altro pregio del lungometraggio, che pure sfiora le due ore di durata con un ritmo certamente non a rotta di collo.

La stuzzicante e talentuosa coppia formata da Toni Servillo nei panni dell’ispettore Gaetano Gargiulo e da Silvio Orlando in quelli del detenuto Carmine Lagioia viene quasi diluita in mezzo ad altri personaggi. A unire i due è il giovane detenuto Fantaccini (Pietro Giuliano), che farà crollare il muro che li divide. La dinamica di avvicinamento ricorda quella del primo film del regista ischitano, “L’intervallo”, che pure venne presentato a Venezia circa un decennio fa. Gargiulo e Lagioia, che rappresentano in generale gli agenti e i detenuti, si vergognano l’uno dell’altro ma alla fine emerge la loro natura comune di uomini, così come la visione di Di Costanzo che vede il carcere come un luogo assurdo. Dove l’aria è ferma e immutabile.

In fondo “Ariaferma” è quasi un’opera corale, animata da varie prospettive, che colpisce nonostante il fatto che la sceneggiatura firmata da Di Costanzo, Bruno Oliviero e Valia Santella non ci regala svolte inattese. Un film d’autore con dialoghi ridotti all’essenziale, profondamente sentita e umana che inscena un gioco elegante di destini e sentimenti che si incrociano.

Dopo la presentazione fuori concorso all’ultima mostra di Venezia e l’uscita in sala dello scorso ottobre “Ariaferma” è adesso disponibile per gli abbonati di Amazon Prime Video.

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